http://www.unipi.it/ilgiornale/archivio/Animali_laboratori.htm_cvt.htm
Fa sentire meglio.
Cilidif è il bersaglio di Assistente di Glottologia. Ogni due secondi, viene chiamata in causa:
"Cilidif, ci illumini"
"Cilidif, lo dica lei"
"Cilidif, cos'è questa parola?"
"Prego, Cilidif, lei cosa ne pensa?"
Oggi Cilidif ha dovuto leggere in esametri che avrebbe voluto perfetti, tradurre in parole che avrebbe voluto calzanti e dare informazioni linguistiche che ha tentato di fornire correttamente, riguardo a un passo di Iliade, Z, preso a caso, del cui contesto conosceva veramente pochino. Non è andata male.
Ma diamine. Sudava. Pensava tremila volte prima di parlare. Tentava di nascondersi dietro la marmorea colonna pseudo - neoclassica. Eppure, inevitabile, la chiamata è arrivata.
E dopo, tutti a prenderla bonariamente per i fondelli riguardo alla preferenza - che Cilidif fatica a dfinire benevola - accordatale dalla spumeggiante psicoterrorista in cattedra.
Propositi per i giorni a venire:
1) non bigiare!
2) non giocare troppo a the Sims 2
3) sfruttare la mensa
4) imparare a raggiungere vette insuperate (con la voce)
5) studiare - dai, questo già lo faccio...
6) non incazzarsi con Pitty Sotutt'io
7) non incazzarsi con le Suore
8) governare i venti delle Passioni
9) farsi riportare via dai venti delle Passioni
10) scrivere una Poesia
Pax vobiscum.
Ecco, Cilidif le sue le ha imbavagliate. E' meglio che parli lei.
(Poteste sentirlo parlare)
I Diari Pisani sono diari, lettere nere, su fondo bianco.
Spero di rendere giustizia, in questo modo, a ciò che scrivo. Definitivamente.
Adesso, che sono una donnina matura e senza illusioni, mi piace la pubblicità delle Calze, sapete, quella che fa: "Speriamo che sia femmina".
Aiutatemi.
Ore 23.30: Cilidif si torce e suda dai dolori lancinanti al basso ventre. Essere donna è difficile. E Cilidif "in quei giorni" non pretende di fare paracadutismo, ma almeno di dormire. Si alza, gira con le sue ultime forze il chiavistello e va alla tualètt. come si suol dire.
Cilidif, provatissima, si trascina di nuovo in camera ed è nel letto alle ore 12.00. Grazie a una qualche divinità del pantheon greco, che a quanto pare questa sera le è più benevola del suo usuale ricettore di preghiere, si addormenta.
Ore 5.00: suona la sveglia. Cilidif si mette seduta, spegne il malefico oggetto e accende la luce. Nel momento precedente la presa di coscienza di sé e del mondo che accompagna il risveglio, Cilidif prende coscienza di un fatto molto più importante del sentire se stessa viva: non ha avvisato le Suore di aprirle il portone.Il treno è alle 6.08, le Suore aprono il portone e concedono la libera uscita alle prigioniere dalle 6 in poi. Bisogna avvisare prima, se si vuole uscire nel bel mezzo della notte.
Tutti dormono.
Cilidif non può credere che stia succedendo veramente e le viene un tremendo senso di claustrofobia. Pianta lì tutto e, vestitasi in due secondi netti, corre giù al piano terra, percorrendo i tetri corridoi, le porte cigolanti e i fruscii lontani. Un sasso le cade virtualmente in testa: il portone è inevitabilmente chiuso. Ermetico. Anti scasso, anti tutto.
Cilidif disperata corre alla porta numero 13: "Cris, Cris, sono l'Ale! n che stanza sta Suor Rosemary? Mi serve SUBITO!"
La povera Cris, dolce e gentile più di una principessa delle favole, si alza e, indossato il poncho di pile anti gelo, aiuta Cilidif a girare per i corridoi bui alla ricerca della stanza di Rosemary, la Custode delle Chiavi.
La trovano al terzo piano. Cilidif, che vede il tempo quasi personificato correre davanti a lei più veloce di un olimpionico afroamericano, bussa più forte che può alla porta della malcapitata.
Rose si sveglia, apre la porta.
"Mi deve aprire, per favoreeee, sto per perdere il trenoooo"
"Eh?"
"Il treno, la porta, le chiavi, le sei e zerootto, il taxi, per favoreeeeee"
"Ma non puoi prendere un altro treno?"
Cazzo, no.
Stavolta tocca all'usuale ricettore di preghiere favorire Cilidif, per rifarsi dalla sera prima. Cilidif lo immagina intimare alla sua diletta velata di scendere e lasciar uscire la povera fanciulla dal convento ermetico.
Alle 6.08 Cilidif è sul treno.
E ha dimenticato di ritirare il latte dal davanzale della finestra.
Ci sono ricordi che restano impressi a fuoco nella mente. Per esempio, la faccia della tua vicina venuta a trovarti per fare pausa da Chimica, quando tu e la coinquilina, orgogliose, le mostrate il vostro personale frigorifero. Che si trova sul davanzale della finestra.
Del resto, almeno il latte e gli affettati restano buoni per più tempo.
