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Diari pisani


lunedì, 31 marzo 2008
You are...
...an inventor:

Your imagination, self-reliance, openness to new things, and appreciation for utility combine to make you an INVENTOR.

You have the confidence to make your visions into reality, and you are willing to consider many alternatives to get that done.

The full spectrum of possibilities in the world intrigues you—you're not limited by pre-conceived notions of how things should be.

Problem-solving is a specialty of yours, owing to your persistence, curiosity, and understanding of how things work.

Your vision allows you to identify what's missing from a given situation, and your creativity allows you to fill in the gaps.

Your awareness of how things function gives you the ability to come up with new uses for common objects.

It is more interesting for you to pursue excitement than it is to get caught up in a routine.

Although understanding details is not difficult for you, you specialize in seeing the bigger picture and don't get caught up in specifics.

You tend to more proactive than reactive—you don't just wait for things to come to you.

You're not afraid to let your emotions guide you, and you're generally considerate of others' feelings as well.

Generally, you believe that you control your life, and that external forces only play a limited role in determining what happens to you.

If you want to be different:

Try applying your creativity to more artistic arenas, and letting your imagination take less practical forms.

how you relate to others

You are benevolent:

You are a great person to interact with—understanding, giving, and trusting—in a word, BENEVOLENT

You don't mind being in social situations, as you feel comfortable enough with people to be yourself.

Your caring nature goes beyond a basic concern: you take the time to understand the nuances of people's situations before passing any sort of judgment.

You're a good listener, and even better at offering advice.

You're concerned with others at both an individual and societal level—you sympathize with the plights of troubled groups, and you can care about people you've never met.

Considering many different perspectives is something at which you excel, and you appreciate that quality in others.

Other people's feelings are important to you, and you're good at mediating disputes.

Because of your understanding and patience, you tend to bring out the best in people.

If you want to be different:

You spend a lot of time taking care of others, but don't forget to take care of yourself!

Sometimes you can get overcommitted, and when you sacrifice spending time with those close to you, it can make them feel unimportant.

Alla fin fine 'sto test era anche serio e in effetti penso che ci abbia preso. Però ho perso il link e non posso divulgarlo.
Del resto è tutto il giorno che combatto con la Burocrazia quindi non posso scrivere dei post seri come quelli di ieri, che tra l'altro hanno riempito la quota-serietà di questa settimana.
Pax vobiscum.



cilidif | 23:08 | commenti (3)
cogito, a sorpresa




domenica, 30 marzo 2008
Questa è seria
Messa ore 11.30.
Prete "Tra gli avvisi vi ricordo le confessioni per i padrini e le madrine della Cresima di sabato prossimo, il ritiro dei ragazzi dell'Oratorio, la riunione dei genitori del Catechismo e poi la cosa più importante, ossia la petizione al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "Liberi di vivere", un documento importantissimo che dovete firmare tutti, che chiederà il diritto a vivere dei malati di sclerosi laterale amiotrofica. Mi raccomando firmatelo perché è una cosa molto seria, che garantirà ai nostri malati un diritto fondamentale..." etc etc.
Cioè.
Ma se viene fuori un caso di Stato - letteralmente - ogni volta che un povero diavolo in un letto da 20 anni vuole dare un taglio dignitoso a una cosa che non è più la sua vita, ma quella di una serie di macchine più o meno invadenti e rumorose e degradanti...
Ha talmente tanto diritto a vivere, costui, che se tu, medico anestesista con le palle, osi mettere mano dove solo Dio può, vieni processato. Allora perché se io vengo a messa per nutrire il mio spirito devo sentirmi osservata quando esco e non firmo un foglio che con la messa non ha niente da spartire? Io lo so che finirò all'inferno per queste dichiarazioni. Aspetto già la bolla di scomunica.
Però non ci credo che essere cristiani vuol dire stare di fianco al letto del signor Welby, tutt'altro che un povero diavolo, e guardarlo negli occhi mentre mi chiede di morire e io gli dico che deve aspettare e intanto sarà amato e confortato da tutto il mondo Cattolico.
Bugiardi.
Anzi: ingenui.


cilidif | 23:27 | commenti (3)
cogito, hé politèia, ad ventura




Che spasso
Mi stavo facendo una cultura su Wikipedia, scorrendo le pagine - non italiane - riguardanti la storia d'Italia.
E leggendo delle elezioni del 1994, vinte da "Northern league", "Forza Italia, now People of Freedom" e "National Alliance, founded from the former Movimento sociale italiano, a neo-fascist party (non so se lo chiamava proprio party, N.d.R.)", mi è presa una ridarola molto più amara di quella quasi tenera che ho provato vedendo il video "I am PD" su Youtube.
Che poi chiamarli coi nomi in inglese li fa quasi sembrare seri.


cilidif | 23:13 | commenti (1)
cogito, hé politèia




venerdì, 28 marzo 2008
La Città della Gioia
Una storia vera, quella di Anand Nagar, la Città della Gioia di Calcutta, 1972. Una bidonville che ospita, o meglio imprigiona, decine di migliaia di persone inscatolate nelle loro casine di lamiera, di sterco essiccato, di muratura quando si è fortunati. In dieci, in stanze che misurano un metro e mezzo per due, a dormire sotto la veranda perché nelle notti afose e umide lo spazio ridotto diventa una tortura. I topi e gli scarafaggi annidati nel tetto, il monsone devastatore e portatore di vita che invade tutto e picchia sui tetti fino a sfondarli. I choula, fornelletti alimentati a sterco di mucca, che spandono nell'aria una foschia grigia.
Bambini che non hanno mai visto un fiore, un albero, un fazzoletto di prato, un corso d'acqua che non sia il canale di scolo delle latrine condivise con centinaia di persone. Adulti partiti dalle campagne inaridite per la carestia, intrappolati tra le stanghe di un risciò fino a che la tubercolosi non impedisce loro di guadagnare quelle poche rupie per nutrire i figli con almeno un pasto al giorno. Perché qui la gente la misuri sulla macchina che ha, sul valore dell'orologio, del cellulare, ma nella bidonville ciò che ti classifica è quante volte al giorno riesci a mangiare. Una o due?
Su Wikipedia si trova il rapporto delle Nazioni Unite sulla popolazione degli "slum", queste baraccopoli immonde che le classi dirigenti lasciano crescere in seno ai grandi agglomerati urbani: solo in Asia, cinquecento milioni di persone vivono in una baraccopoli. Gente che vive con un quarto di dollaro al giorno, a continuo rischio di sfratti perché la baracca ce l'ha in affitto e chiaramente in nero; gente braccata dalle malattie da privazione: colera, febbre tifoidea, tubercolosi. E poi lebbra, vaiolo, denutrizione.
In questi luoghi, la testimonianza di Lapierre, risalente a più di vent'anni fa, ma quantomai attuale, ha documentato una solidarietà e un amore per il prossimo ormai sconosciute alla mentalità comune Occidentale. Una capacità di convivenza interculturale, interreligiosa che ti fa ridere di fronte al sindaco del paesino di provincia che osteggia la riapertura di una moschea.
Risolvere il problema degli slum è un obiettivo decennale, che deve muovere dalla riabilitazione professionale degli abitanti ed edilizia del luogo, perché trasferire tutti i poveri in un altro posto senza dar loro i mezzi per sostentarsi nel futuro, equivale a ritrovare lo slum ricostruito nel giro di pochissimi anni. Riabilitazione significa acqua potabile, energia elettrica e bagni con scarichi fognari funzionanti. Poi scuole professionali e ambulatori medici. Dentro lo slum, non fuori o in un altro luogo. Chi impara un lavoro e guadagna dei soldi, non aspetterà il prossimo monsone per ricostruire in muratura le pareti della propria baracca di lamiere. Chi guadagna, mangia e chi mangia debella in primis la denutrizione, causa originaria di una serie di malattie che da noi sono scomparse da un secolo.
Mai come ora penso che studiare l'Oriente sia un mezzo privilegiato per poter fare qualcosa in un prossimo futuro.


cilidif | 14:22 | commenti (2)
libri, scoperte, hé politèia




giovedì, 27 marzo 2008
Gli appelli estivi
Sono uscite le date degli appelli di fine maggio, giugno, luglio e settembre. Questo ha dato inizio al calcolo frenetico che si svolge nella mente annebbiata di Cilidif: sei esami in quattro sessioni.
I risultati parziali danno:
28 maggio letteratura Greca 1
12 giugno storia Greca B
23 giugno letteratura Italiana 1 (pericolosamente attratto dal 16 luglio)
24 luglio letteratura Inglese
15 settembre letteratura Latina 1
Però manca Glottologia B e questo non è bello. Perché la delicata architettura potrebbe inclinarsi pericolosamente e precipitare su se stessa, qualora la data di Glottologia coincida o si avvicini troppo ad una di queste. Temo.
Ma voglio i miei 75 crediti entro il 15 settembre.


cilidif | 22:21 | commenti (3)
esami, a sorpresa




Considerazioni tecnologiche

Stavo pensando alla miriade di oggetti moderni che mi circondano. Moderni nel senso "wow, figo!", categoria in cui rientrano Melo, Mela, Mollettina (l'ipod shuffle fucsia), la Pleisteciontre di Puzzy e altra roba che magari non possiedo ma vedo in giro; e poi moderni nel senso "menomale che c'è", macrogruppo che abbraccia il frullatore, il forno, la televisione - solo per House -, il telefono, lo stereo, la lavastoviglie, la lavatrice, il monitor del computer. E compagnia.


E stavo pensando che non conosco nei dettagli il funzionamento di tutte queste cose. Le utilizzo. Come oggetti magici. Questo oltre ad alimentare la mia fantasia, mi porta a combinare dei pasticci parecchio intricati, come quando mi accorsi che avvicinando la cornetta del telefono alla televisione si potevano creare delle macchie e giocai così tutta la sera. O quando preparai la cioccolata nel microonde e questa esplose in grosse bolle marroni che invasero ogni angolo del forno.


E poi mi pongo domande, molte domande. Tipo: ma come si formano le immagini sul monitor del computer? Sì, perché se agli elettrodomestici prima o poi si trova una spiegazione, se non altro "meccanica" (il frullatore), io sono anni che mi interrogo su come fanno le immagini che compongono i programmi che io uso a passare dal filo che collega il monitor al case. Per non parlare del portatile, Mela. Che oltre ad avere questo annoso interrogativo del monitor, mi tormenta anche col fatto che  mi sente quando parlo. Posso vedere tutto ciò dalle impostazioni dell'audio. Una serie di sbarrette che si alzano e si abbassano col volume dei suoni esterni.


Nel mezzo di queste tormentose domande, una luce rischiara il buio dell'ignoranza: il ricordo della gloriosa lezione di fisica al liceo, in cui, circa un anno fa, imparai come funziona la televisione.



cilidif | 20:19 | commenti (6)
cogito, scoperte, il calcolatore




Eccezziunale

Cosa sta ascoltando Puzzy a tutto volume, mentre Cilidif con un po' di febbre e un fastidioso rinovirus (!) cerca di far passare la serata:


Diego Abatantuono - Eccezziunale Veramente



So' uno strano animalo

so' 'n tipo eccezzziunalo

So' il re del quartiere

de--tengo i' potere

Se perdo la pazienza

mi shcatta la viulenza ahh ahhh

Sul mio mot(t)o fu'gone

mi sento un leone (e spatroneggio)



I just love....

[...]be love too big for you.





Ma,

fortuna che ho un cervelo eccezzziunalo (veramente ecceziunalo!)

Si',

io mangio le orecchiette, ma al cavialo (so' i stesso d'u maialo)



Per pute' pappa'

ho dovuto emigra'



Inciso.



Quando shto alla partita

i'rissschio la vita

Se mi piace una donna

ci sbrano la gonna ahhh ahhhh

Se pe' caso mi offento

ti strappo via i denti

Sono un tipo (v)iulento

al cento pe' cento

(eeeee spadroneggio!)



(pezzo in inglese incomprensibile)



Io,

fortuna che ho un cervello eccezzziunalo (veramente eccezzziunalo!)

Ma,

la gente mi ritiene un animalo (un gran bell'animalo)



Per pute' campa

m'hanno fatto emigra'



Ma,

fortuna che ho un cervello eccezzziunalo (veramente eccezzziunalo!)

Yes,

io mangio le orecchiette, ma al cavialo (so' i stesso d'u maialo)



Per pute' campa

m'hanno fatto emigra'



[Parlato]

Cetto, fosse ho esaggerato

d'attronde ho subito l'influenza di gente

dello spesshore mussicale di Pite' Toshhh, di Joe Cocke',

di Shtivi Uonde', di Snella Figgerald.

Cioe', cambiando discorso, cioe', io so' bionto no, cioe',

tinto ma bionto, c'ho il capello bionto.

Ora, vivendo in periferia, cioe' dentro l'Intelland,

puo' anche esse' molto rischioso, metti che zompa fuori da dietro

un angolo un terrunciello, cazzarola!, ti zompa addosso, maronn'!,

ti spappola, ti fa a pezzi. Eh, cioe', e' come essere un abbino

ad Hallem.

Ma abbino intendo no abbino con la penna, abbino slavato, no? Eh,

Shcussa

Parapa'

[Fine parlato]



Io,

fortuna che ho un cervello eccezzziunalo

Ma,

la gente, a torto, mi ritiene un animalo (Eh pefforza)

Eppur pe' campa

m'hanno fatto emigra'

[Parlato]

Dovevo pure mangiare, no?



cilidif | 19:31 | commenti (2)
inclassificabili




Ampliamo
La pregiata collezione, aggiungendo un nuovo pezzo: www.kellalife.splinder.com.


cilidif | 15:42 | commenti
a sorpresa, il calcolatore, brevia




Arte
Quella che ha fatto il primo passo in Occidente. Quella dei marmi così bianchi che a guardarli ti fanno male gli occhi. L'armonia gentile delle sue forme controllate, delle posture serene, dell'attimo fermato per sempre nell'espressione di un viso.
L'arte Greca.



cilidif | 15:40 | commenti
arte




Welcome
E' arrivato Melo, il nuovo ipod filosofico di Cilidif. La citazione platonica campeggia solenne sul retro del piccolo oggetto, che ora è collegato al suo amico Mela, da cui Cilidif vi scrive.
Il nome l'ha proposto Puzzy. Scherzava.


cilidif | 14:45 | commenti (2)
a sorpresa, il calcolatore, brevia