Diari pisani
domenica, 31 agosto 2008
Ambiguo"Francisci Petrarce expliciunt soneta de vita Laure sue. Amen et Deo gratias": "Finiscono i sonetti di Francesco Petrarca intorno alla vita della sua Laura. Amen e grazie a Dio".
Rerum Vulgarium Fragmenta, redazione Chigi, ms Chigiano L.V. 176 della Biblioteca apostolica vaticana, autografo di Boccaccio.
La postilla è di mano quattro/cinquecentesca, scritta in calce al sonetto 263.
Rerum Vulgarium Fragmenta, redazione Chigi, ms Chigiano L.V. 176 della Biblioteca apostolica vaticana, autografo di Boccaccio.
La postilla è di mano quattro/cinquecentesca, scritta in calce al sonetto 263.
cilidif | 14:14 | commenti
libri, a sorpresa, brevia, ad ventura, acta scholastica
Un breve quiz di letteratura greca scritto da un mio amico che pur essendo molto intelligente (si è iscritto a Lettere Antiche!) vota il nano. Ma io gli voglio bene lo stesso, dai. Anche se potrebbe proprio cambiare preferenze...

Letteratura greca Quiz e Test online by Quizzi.it-

cilidif | 13:10 | commenti (5)
amici, acta scholastica
martedì, 26 agosto 2008
?!mI SI è SCHEGGIATO il portatile.
cilidif | 23:18 | commenti
ad ventura
Cosa ascolta Puzzy mentre io studio:
Sei diventata nera
Sapore di mare
Siamo i Watussi
I giovani l'esercito del surf
Sei diventata nera
Sapore di mare
Siamo i Watussi
I giovani l'esercito del surf
cilidif | 20:06 | commenti
ad ventura
L'Isola di Arturo secondo un amico: "Praticamente la vita di un terrone con il complesso di Stoccolma".
Mi scuso con qualsiasi categoria possa sentirsi offesa da tale definizione.
Mi scuso con qualsiasi categoria possa sentirsi offesa da tale definizione.
cilidif | 20:01 | commenti (3)
inclassificabili
sabato, 23 agosto 2008
BuondìRieccomi! Dopo il ritiro montano, da domani ricomincia il nuovo anno accademico dei Diari Pisani. A breve sui vostri monitor Letteratura Italiana 1.
cilidif | 15:30 | commenti (2)
il calcolatore, ad ventura, acta scholastica
martedì, 05 agosto 2008
O segnor per cortesiaDivulgo a beneficio del mondo intero questa perla della letteratura italiana degli albori, che ritrovo con piacere e un po' di nostalgia dopo un tempo di grandi cambiamenti.
O Signor, per cortesia,
manname la malsania.
A me la fevre quartana,
la continua e la terzana,
la doppia cotidiana
co la granne etropesia.
A me venga mal de denti,
mal de capo e mal de ventre,
a lo stomaco dolor pognenti,
e 'n canna la squinanzia.
Mal degli occhi e doglia de fianco
E l'apostema dal canto manco;
tiseco me ionga an alco
e d'onne tempo la fernosia.
Aia 'l fecato rescaldato,
milza grossa, el ventre enfiato,
lo polmone sia piagato
con gran tossa e parlasia.
A me vegna le fistelle
con migliaia de carvoncigli,
e li granchi siano quilli
che tutto repien ne sia.
A me vegna la podagra,
mal de ciglio sì m'agrava;
la disenteria sia piaga
e le morroite a me e dia.
A me vegna el mal de l'asmo,
iongasece quel del pasmo,
como al can me venga el rasmo
ed en bocca la grancia.
A me lo morbo caduco
de cadere en acqua e 'n fuoco,
e ià mai non trovi luoco
che io affritto non ce sia.
A me venga cechetate,
mutezza e sordetate,
la miseria e povertate,
e d'onne tempo en trapparia.
Tanto sia il fetor fetente,
che non sia null'om vivente
che non fugga da me dolente
posto 'n tanta enfermeria.
En terrebele fossato,
ca Riguerci è nomenato,
loco sia abandonato
da omne bona compagnia.
Gelo, granden, tempestate,
fulgur, troni, oscuritate,
e non sia nulla avversitate
che me non aia en sua bailia.
La demonia enfernali
sì me sian dati a ministrali,
che m'essercitin li mali
c'aio guadagnati a mia follia.
Enfin del mondo a la finita
sì me duri questa vita,
e poi, a la scivirita,
dura morte me se dia.
Aleggome en sepoltura
un ventre de lupo en voratura,
e l'arliquie en cacatura
en espineta e rograria.
Li miracul' po' la morte:
chi ce viene aia le scorte
e le vessazione forte
con terrebel fantasia.
Onn'om che m'ode mentovare
sì se deia stupefare
e co la croce signare,
che rio scuntro no i sia en via.
Signor mio, non è vendetta
Tutta la pena c'ho ditta:
chè me creasti en tua diletta
e io t'ho morto villania.
O Signor, per cortesia,
manname la malsania.
A me la fevre quartana,
la continua e la terzana,
la doppia cotidiana
co la granne etropesia.
A me venga mal de denti,
mal de capo e mal de ventre,
a lo stomaco dolor pognenti,
e 'n canna la squinanzia.
Mal degli occhi e doglia de fianco
E l'apostema dal canto manco;
tiseco me ionga an alco
e d'onne tempo la fernosia.
Aia 'l fecato rescaldato,
milza grossa, el ventre enfiato,
lo polmone sia piagato
con gran tossa e parlasia.
A me vegna le fistelle
con migliaia de carvoncigli,
e li granchi siano quilli
che tutto repien ne sia.
A me vegna la podagra,
mal de ciglio sì m'agrava;
la disenteria sia piaga
e le morroite a me e dia.
A me vegna el mal de l'asmo,
iongasece quel del pasmo,
como al can me venga el rasmo
ed en bocca la grancia.
A me lo morbo caduco
de cadere en acqua e 'n fuoco,
e ià mai non trovi luoco
che io affritto non ce sia.
A me venga cechetate,
mutezza e sordetate,
la miseria e povertate,
e d'onne tempo en trapparia.
Tanto sia il fetor fetente,
che non sia null'om vivente
che non fugga da me dolente
posto 'n tanta enfermeria.
En terrebele fossato,
ca Riguerci è nomenato,
loco sia abandonato
da omne bona compagnia.
Gelo, granden, tempestate,
fulgur, troni, oscuritate,
e non sia nulla avversitate
che me non aia en sua bailia.
La demonia enfernali
sì me sian dati a ministrali,
che m'essercitin li mali
c'aio guadagnati a mia follia.
Enfin del mondo a la finita
sì me duri questa vita,
e poi, a la scivirita,
dura morte me se dia.
Aleggome en sepoltura
un ventre de lupo en voratura,
e l'arliquie en cacatura
en espineta e rograria.
Li miracul' po' la morte:
chi ce viene aia le scorte
e le vessazione forte
con terrebel fantasia.
Onn'om che m'ode mentovare
sì se deia stupefare
e co la croce signare,
che rio scuntro no i sia en via.
Signor mio, non è vendetta
Tutta la pena c'ho ditta:
chè me creasti en tua diletta
e io t'ho morto villania.
cilidif | 16:48 | commenti (1)
amarcord, acta scholastica
lunedì, 04 agosto 2008
Novità pisaneCon somma gioia annuncio i corsi del nuovo anno accademico, che inizierà il 29 settembre.
Indologia: il famoso Sanscrito, più un'introduzione alla cultura della zona. Il goal dell'esame è "Corretta assimilazione di elementi di scrittura devanagarica", il che mi fa pensare che ci vorrà un intero semestre per imparare a scrivere.
Letteratura italiana 2: noto con piacere che il professore sarà lo stesso della letteratura 1. Noto con meno piacere che buona parte delle lezioni sarà dedicata a Jacopo Ortis, un povero giovane la cui morte ho atteso per tutto il romanzo, ai felici tempi del liceo.
Ebraico 1: corso mattutino di ebraico biblico e lettorato pomeridiano di ebraico moderno. Circola la voce che i ragazzi, ovvero studenti di sesso maschile, che partecipano a tale lettorato siano i più affascinanti della facoltà . Vedremo.
Archeologia e Storia dell'arte del Vicino Oriente antico: dieci crediti di metodologie archeologiche. Corso monografico sui funerali presso i popoli del v.o. Speriamo.
Informatica: tentativo numero 2.
In forse:
Letteratura latina 2: il corso è sulla magia!!!
Indologia: il famoso Sanscrito, più un'introduzione alla cultura della zona. Il goal dell'esame è "Corretta assimilazione di elementi di scrittura devanagarica", il che mi fa pensare che ci vorrà un intero semestre per imparare a scrivere.
Letteratura italiana 2: noto con piacere che il professore sarà lo stesso della letteratura 1. Noto con meno piacere che buona parte delle lezioni sarà dedicata a Jacopo Ortis, un povero giovane la cui morte ho atteso per tutto il romanzo, ai felici tempi del liceo.
Ebraico 1: corso mattutino di ebraico biblico e lettorato pomeridiano di ebraico moderno. Circola la voce che i ragazzi, ovvero studenti di sesso maschile, che partecipano a tale lettorato siano i più affascinanti della facoltà . Vedremo.
Archeologia e Storia dell'arte del Vicino Oriente antico: dieci crediti di metodologie archeologiche. Corso monografico sui funerali presso i popoli del v.o. Speriamo.
Informatica: tentativo numero 2.
In forse:
Letteratura latina 2: il corso è sulla magia!!!
cilidif | 17:18 | commenti (3)
esami, a sorpresa, acta scholastica
Stamattina mi sento ricreata nello spirito dopo aver letto il blog "I colori dell'amiciAzia", pescato dal mio sensore speciale nella prima pagina di Splinder.
Detto questo, adesso vi posso rivelare che sono andata in vacanza in Andalusia e le cose si sono così svolte.
Malpensa: check in e Bob senza carta d'identità . Bon si salva in corner con la patente. Mentre aspettiamo il nostro volo, arrivano tre tizi che sembrano usciti dal Nido del Cuculo, chiamati dall'altoparlante per imbarcarsi con la massima urgenza sul volo per Ibiza. Commentano "Ci eravamo persi". Malpensa terminal 2, un labirinto per la mente umana medio-bassa.
Arrivo a Malaga e bus per Granada, dopo pranzo a base di panino coi calamari (?)
Granada: stanza che dà sul corso principale per bar e locali. Flautisti, fisarmonicisti,
ubriaconi, bimbiminchia e gente di ogni specie sotto la finestra fino alle 2 di ogni santa notte. Colazione "Muori in compagnia" con cioccolata e churros, bastoncini di pasta fritti della misura perfetta di una qualsiasi arteria del nostro corpo, dove si sono piazzati il 26 luglio e ancora si godono il confort. Visita dell'Alhambra, palazzo reale arabo che fa una pippa a Oriana Fallaci coi suoi deliri del popolo inferiore: fontanelle, fiumiciattoli, arabeschi, piastrelline di ceramica. Gli Arabi erano dei geni del riempimenti di quadrettature. Visita dell'inutile Albaicyn e dell'ulteriormente inutile Sacromonte, due colline popolate di case bianche dove la temperatura all'ombra è di 68 gradi centigradi e la gente esce solo tra mezzanotte e le 3 di mattina. Camminata lunga e silenziosa nella speranza di trovare qualcosa. Strada del ritorno percorsa rovesciandosi vicendevolmente in testa gli ultimi centilitri d'acqua potabile. Terme arabe. Figata. Altra pippa a Oriana Fallaci. Varie cose barocche e imponenti tipo la Cattedrale, che celebra le glorie imperiture di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona, i Re Cattolici protettori di Colombo.
Cordoba: grossa brutta città con incantevole centro storico intonacato di bianco, in cui ci perdiamo consapevolmente per trovare angoli nascosti di pace e quiete. Patios coi vasetti di fiori appesi ai muri, poca gente in giro, musica arabeggiante e melodie ebraiche. La sinagoga e la moschea con le sue 856 colonne di marmo bianco e rosso. Le melanzane cotte nel miele - ricetta ebraico-sefardita - e la sangria più buona della Terra. Sala da té araba con i cuscini i divanetti e le lampade soffuse, ma soprattutto quel meraviglioso e inebriante té fatto con ogni pianta che riesca a vivere in quelle zone secche e calde che piacevano ai Mori perché sapevano di casa loro: gelsomino, loto, rose, datteri, spezie varie, arance e limoni. A Cordoba ostello con camera sporca e stretta ma climatizzata: temperatura costante 18 gradi. Amene discussioni serali nel patio su argomenti filosofici quali la terza tetta e la comicità dubbia dei Peanuts.
Malaga: orribile sporca e inquinata città di mare che sembra un unico grande quartiere popolare anni '50. Tre metri quadri di centro storico che valgono una passeggiata serale e trenta chilometri di spiaggia riarsa con un mare che sarebbe meglio utilizzabile se avesse meno assorbenti galleggianti. Ma ci serve solo un giorno, per rilassarci dopo la vacanza molto faticosa e essere all'aeroporto la mattina seguente a un'ora utile. La stanza è molto pulita e così il bagno comune. Ma manca tragicamente l'aria condizionata. Mi sveglio alle 4 di mattina boccheggiando e mi entra in gola una folata di vapore.
Aeroporto di Malaga: colazione-furto, acqua e succo di frutta a 7 euro. Checkin per primi, in anticipo di due ore, e volo in ritardo di un'ora. Proseguimento del riposo notturno sui divanetti della sala d'attesa. L'aria condizionata mi blocca la schiena, così che arrivo a Malpensa muovendomi come una che si accompagna felicemente a un manico di scopa. I bagagli per motivi tecnici non arrivano. I bagagli per motivi tecnici continuano a non arrivare.
Poi arrivano.
Andiamo tutti a casa a dormire dopo esserci vicendevolmente ringraziati dell'ennesima bellissima vacanza insieme.
Detto questo, adesso vi posso rivelare che sono andata in vacanza in Andalusia e le cose si sono così svolte.
Malpensa: check in e Bob senza carta d'identità . Bon si salva in corner con la patente. Mentre aspettiamo il nostro volo, arrivano tre tizi che sembrano usciti dal Nido del Cuculo, chiamati dall'altoparlante per imbarcarsi con la massima urgenza sul volo per Ibiza. Commentano "Ci eravamo persi". Malpensa terminal 2, un labirinto per la mente umana medio-bassa.
Arrivo a Malaga e bus per Granada, dopo pranzo a base di panino coi calamari (?)
Granada: stanza che dà sul corso principale per bar e locali. Flautisti, fisarmonicisti,
ubriaconi, bimbiminchia e gente di ogni specie sotto la finestra fino alle 2 di ogni santa notte. Colazione "Muori in compagnia" con cioccolata e churros, bastoncini di pasta fritti della misura perfetta di una qualsiasi arteria del nostro corpo, dove si sono piazzati il 26 luglio e ancora si godono il confort. Visita dell'Alhambra, palazzo reale arabo che fa una pippa a Oriana Fallaci coi suoi deliri del popolo inferiore: fontanelle, fiumiciattoli, arabeschi, piastrelline di ceramica. Gli Arabi erano dei geni del riempimenti di quadrettature. Visita dell'inutile Albaicyn e dell'ulteriormente inutile Sacromonte, due colline popolate di case bianche dove la temperatura all'ombra è di 68 gradi centigradi e la gente esce solo tra mezzanotte e le 3 di mattina. Camminata lunga e silenziosa nella speranza di trovare qualcosa. Strada del ritorno percorsa rovesciandosi vicendevolmente in testa gli ultimi centilitri d'acqua potabile. Terme arabe. Figata. Altra pippa a Oriana Fallaci. Varie cose barocche e imponenti tipo la Cattedrale, che celebra le glorie imperiture di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona, i Re Cattolici protettori di Colombo.
Cordoba: grossa brutta città con incantevole centro storico intonacato di bianco, in cui ci perdiamo consapevolmente per trovare angoli nascosti di pace e quiete. Patios coi vasetti di fiori appesi ai muri, poca gente in giro, musica arabeggiante e melodie ebraiche. La sinagoga e la moschea con le sue 856 colonne di marmo bianco e rosso. Le melanzane cotte nel miele - ricetta ebraico-sefardita - e la sangria più buona della Terra. Sala da té araba con i cuscini i divanetti e le lampade soffuse, ma soprattutto quel meraviglioso e inebriante té fatto con ogni pianta che riesca a vivere in quelle zone secche e calde che piacevano ai Mori perché sapevano di casa loro: gelsomino, loto, rose, datteri, spezie varie, arance e limoni. A Cordoba ostello con camera sporca e stretta ma climatizzata: temperatura costante 18 gradi. Amene discussioni serali nel patio su argomenti filosofici quali la terza tetta e la comicità dubbia dei Peanuts.
Malaga: orribile sporca e inquinata città di mare che sembra un unico grande quartiere popolare anni '50. Tre metri quadri di centro storico che valgono una passeggiata serale e trenta chilometri di spiaggia riarsa con un mare che sarebbe meglio utilizzabile se avesse meno assorbenti galleggianti. Ma ci serve solo un giorno, per rilassarci dopo la vacanza molto faticosa e essere all'aeroporto la mattina seguente a un'ora utile. La stanza è molto pulita e così il bagno comune. Ma manca tragicamente l'aria condizionata. Mi sveglio alle 4 di mattina boccheggiando e mi entra in gola una folata di vapore.
Aeroporto di Malaga: colazione-furto, acqua e succo di frutta a 7 euro. Checkin per primi, in anticipo di due ore, e volo in ritardo di un'ora. Proseguimento del riposo notturno sui divanetti della sala d'attesa. L'aria condizionata mi blocca la schiena, così che arrivo a Malpensa muovendomi come una che si accompagna felicemente a un manico di scopa. I bagagli per motivi tecnici non arrivano. I bagagli per motivi tecnici continuano a non arrivare.
Poi arrivano.
Andiamo tutti a casa a dormire dopo esserci vicendevolmente ringraziati dell'ennesima bellissima vacanza insieme.
cilidif | 11:18 | commenti (1)
vacanze, amici
domenica, 03 agosto 2008
tornatama non ho un cacchio di minuto per scrivere decentemente.
cilidif | 23:21 | commenti (3)
