Diari pisani
lunedì, 29 settembre 2008
IstruzioniCome trovare l'aula di Archeologia greca.
Siete arrivati con largo anticipo nella città giusta. Bravi. Ora utilizzate la mezzora che serve ad accompagnare un'amica a prendere un gelato e già che siete a passeggio cercate l'aula per domani. La trovate dopo un paio di giri a vuoto, ora siete felici e potete andare a letto. Andate a letto.
Dormite.
Buongiorno, è mattina e il sole splende su Pisa. Sono anche le 9 e mezza e avete lezione alle 10. Lavatevi, vestitevi, fate colazione e sentitevi idioti, tutto insieme. Correte al luogo precedentemente individuato. Entrate e vi trovate in un dipartimento chiamato "Scienze della terra". Essendo tale nome troppo scientifico per essere corretto, chiedete. Vi mandano in cima all'edificio.
Porticina.
Spingetela e sentitela scricchiolare. Siete nel dipartimento di Archeologia. Tutto intorno a voi è in penombra, il silenzio regna incontrastato e le ossa, le punte di lancia, i pezzi di vaso occhieggiano sospettosi da ogni centimetro quadrato di muro.
Attenzione, questo post sta per trasformarsi in un piccolo racconto dell'orrore: abbiate paura.
Cercate l'aula, ma vi accorgete che il luogo non corrisponde alla descrizione che vi avevano fatto. Prima fate un giro generale, poi cominciate a controllare ogni porta. Un cartello attira la vostra attenzione: "Chi non ha niente da fare è pregato di andarlo a fare da qualche altra parte". Quella porta lì decidete di non aprirla. Continuate a camminare voltandovi a ogni teschio o pezzo di teschio che vedete incorniciato alla parete.
Ogni tanto aprite porte che danno su studi di persone tutti pieni di carte e libri ma senza persone. Percorrete il corridoio diverse volte.
Rendetevi ora conto del fatto che non vi ricordate più da dove siete entrati.
Il nuovo obiettivo è cercare l'uscita.
Subito.
Cominciate a ripassare tutte le porte che trovate. Nessuna dà sulle scale da dove siete entrati.
Fate quattro giri.
L'uscita è sparita.
Pensate al percorso compiuto finora e vi rendete conto che non avete idea di quante svolte e turnicazioni avete fatto, di quante porte avete aperto e chiuso e attraverso quante di esse siete effettivamente passati.
Vedete una signora spuntare da uno studio. Il tempo di decidere di seguirla per chiedere informazioni, e sparisce dietro uno scaffale.
Cominciate a sentirvi inquieti: questo è il momento di pensare a tutti i film e libri che coinvolgono persone intrappolate in posti che sembravano innocui. Sentitevi soffocare e sentitevi in ritardo per una lezione che sempre più chiaramente non può essere qui.
State per gettarvi da una finestra nell'estremo tentativo di fuggire da tutti quei maledetti reperti che prima vi guardavano, ma adesso vi prendono palesemente per il culo. Cercate una finestra e non ne trovate. E' un maledetto corridoio interno.
Ora rendete voi stessi consapevoli che morirete lì.
Non prendetela male, siamo tutti di passaggio.
State per accucciarvi in un angolo con un libro - messo in borsa in caso di prolungata attesa di lezioni: scelta lungimirante -. Mentre cercate il vostro ultimo angolo, guardate in fondo al corridoio per vedere l'ultimo raggio di sole (da una botola sul tetto). Proprio lì in fondo spunta un ragazzo. Correte verso di lui cercando di darvi un contegno.
"Scusa dov'è l'aula grande?" "Esci dal dipartimento, fai venti metri a sinistra, dopo l'arco è la seconda porta".
Grazie, che figata.
State per uscire.
Rammentate di non sapere come farlo.
"Scusa, sai mica come si esce da qui?"
"La porta dopo la fotocopiatrice"
Andate verso la fotocopiatrice: niente.
Lui è sparito.
No, non di nuovo.
Voltatevi e ripassate davanti alla fotocopiatrice.
Eccola.
Camuffata da entrata murata o chiusa o inutilizzata da quando è morto l'ultimo teschio di quelli appesi al muro. Ecco perché scricchiolava.
Uscite e correte verso il sole, che non è mai stato così accecante.
Siete arrivati con largo anticipo nella città giusta. Bravi. Ora utilizzate la mezzora che serve ad accompagnare un'amica a prendere un gelato e già che siete a passeggio cercate l'aula per domani. La trovate dopo un paio di giri a vuoto, ora siete felici e potete andare a letto. Andate a letto.
Dormite.
Buongiorno, è mattina e il sole splende su Pisa. Sono anche le 9 e mezza e avete lezione alle 10. Lavatevi, vestitevi, fate colazione e sentitevi idioti, tutto insieme. Correte al luogo precedentemente individuato. Entrate e vi trovate in un dipartimento chiamato "Scienze della terra". Essendo tale nome troppo scientifico per essere corretto, chiedete. Vi mandano in cima all'edificio.
Porticina.
Spingetela e sentitela scricchiolare. Siete nel dipartimento di Archeologia. Tutto intorno a voi è in penombra, il silenzio regna incontrastato e le ossa, le punte di lancia, i pezzi di vaso occhieggiano sospettosi da ogni centimetro quadrato di muro.
Attenzione, questo post sta per trasformarsi in un piccolo racconto dell'orrore: abbiate paura.
Cercate l'aula, ma vi accorgete che il luogo non corrisponde alla descrizione che vi avevano fatto. Prima fate un giro generale, poi cominciate a controllare ogni porta. Un cartello attira la vostra attenzione: "Chi non ha niente da fare è pregato di andarlo a fare da qualche altra parte". Quella porta lì decidete di non aprirla. Continuate a camminare voltandovi a ogni teschio o pezzo di teschio che vedete incorniciato alla parete.
Ogni tanto aprite porte che danno su studi di persone tutti pieni di carte e libri ma senza persone. Percorrete il corridoio diverse volte.
Rendetevi ora conto del fatto che non vi ricordate più da dove siete entrati.
Il nuovo obiettivo è cercare l'uscita.
Subito.
Cominciate a ripassare tutte le porte che trovate. Nessuna dà sulle scale da dove siete entrati.
Fate quattro giri.
L'uscita è sparita.
Pensate al percorso compiuto finora e vi rendete conto che non avete idea di quante svolte e turnicazioni avete fatto, di quante porte avete aperto e chiuso e attraverso quante di esse siete effettivamente passati.
Vedete una signora spuntare da uno studio. Il tempo di decidere di seguirla per chiedere informazioni, e sparisce dietro uno scaffale.
Cominciate a sentirvi inquieti: questo è il momento di pensare a tutti i film e libri che coinvolgono persone intrappolate in posti che sembravano innocui. Sentitevi soffocare e sentitevi in ritardo per una lezione che sempre più chiaramente non può essere qui.
State per gettarvi da una finestra nell'estremo tentativo di fuggire da tutti quei maledetti reperti che prima vi guardavano, ma adesso vi prendono palesemente per il culo. Cercate una finestra e non ne trovate. E' un maledetto corridoio interno.
Ora rendete voi stessi consapevoli che morirete lì.
Non prendetela male, siamo tutti di passaggio.
State per accucciarvi in un angolo con un libro - messo in borsa in caso di prolungata attesa di lezioni: scelta lungimirante -. Mentre cercate il vostro ultimo angolo, guardate in fondo al corridoio per vedere l'ultimo raggio di sole (da una botola sul tetto). Proprio lì in fondo spunta un ragazzo. Correte verso di lui cercando di darvi un contegno.
"Scusa dov'è l'aula grande?" "Esci dal dipartimento, fai venti metri a sinistra, dopo l'arco è la seconda porta".
Grazie, che figata.
State per uscire.
Rammentate di non sapere come farlo.
"Scusa, sai mica come si esce da qui?"
"La porta dopo la fotocopiatrice"
Andate verso la fotocopiatrice: niente.
Lui è sparito.
No, non di nuovo.
Voltatevi e ripassate davanti alla fotocopiatrice.
Eccola.
Camuffata da entrata murata o chiusa o inutilizzata da quando è morto l'ultimo teschio di quelli appesi al muro. Ecco perché scricchiolava.
Uscite e correte verso il sole, che non è mai stato così accecante.
cilidif | 14:40 | commenti (5)
primi passi, scoperte, a sorpresa, verismo, ad ventura, acta scholastica
sabato, 27 settembre 2008
It's complicatedLa vita non è come nei film. L'amore non è <i> mai</i> come nei film.
Io sento di poter dire che l'amore è più spesso come una vignetta.
Io sento di poter dire che l'amore è più spesso come una vignetta.
cilidif | 14:27 | commenti
cogito, brevia
giovedì, 25 settembre 2008
Spezziamo una lanciaPerché mi piace la Linguistica:
- Perché il dipartimento a Pisa è un luogo affascinante
- Perché Psycho mi puntò sin dall'inizio
- Per le illuminazioni improvvise e accecanti che dÃ
- Perché è una scienza vera
- Perché, essendo tale, cerca ogni giorno di perfezionarsi
- Perché cerca di dare una sistemazione a una cosa spontanea come il linguaggio
- Perché usa simboli, sempre gli stessi in tutto il Mondo
- Perché è fatta di leggi che si possono verificare
- Perché a volte le leggi hanno eccezioni
- Perché le eccezioni ti aprono un mondo di altre leggi
- Perché in una parola spesso si nasconde la bellezza del cervello
- Perché parlare è proprio degli umani
- Ma comunicare è proprio di tutti gli esseri viventi
- Perché "fratello" in sanscrito, latino, greco, inglese è la prima comparazione che ti spiegano
- Perché dietro alle parole ci sono i processi mentali
- Perché qualcuno ha pensato che possiamo insegnare a usare questi processi anche ai computer
- Perché qualcun altro ha pensato che per i computer il sanscrito è perfetto
- E questo perché le regole del sanscrito sono così perfette da essere definite matematiche
- Perché da piccola volevo fare la scienziata
- Perché la maggior parte delle persone la cui opinione conta per me pensa che tali cose siano inutile ozio intellettuale
- Perché mi piacerebbe che non fosse così
- Perché al liceo leggevo dizionari per passatempo
- Perché esiste l'area di Broca
- Perché le parole composte sono un piccolo mondo di significati
- Perché le parole inventate brillano di una luce sfavillante, quella della mente
- Perché le parole antiche mostrano che gli uomini sono sempre gli stessi e si fanno le stesse domande
- Perché le parole gergali ti fanno entrare in altre dimensioni
- Perché non penso che le lingue che nessuno parla più meritino di essere sepolte nella dimenticanza
- Perché non sai dove vai se non sai da dove vieni
- Perché la frase sopra è banale ma funziona a più livelli
- Perché tali livelli sono: fonologico, morfologico, sintattico
- Perché voglio andare alla NYU a fare le risonanze magnetiche alla gente mentre parla
- O al MIT a parlare con i computer (in Sanscrito ;) )
- Perché chiedi a un linguista quante lingue sa, e sarà come chiedere a un medico quante malattie ha
- Perché è l'unica cosa che ho studiato dimenticandomi dello scorrere del tempo
- Perché puoi fare il critico letterario e vendere fumo, ma non puoi venderne facendo linguistica
- Perché non mi piace il fumo
- Perché me ne hanno venduto tanto, e caro
- Perché se penso alla linguistica, è la prima volta nella mia vita che mi vedo realmente nei panni giusti.
- O in un qualsiasi insieme di panni
- Perché ci sono ancora milioni di motivi che devo scoprire.
- Perché il dipartimento a Pisa è un luogo affascinante
- Perché Psycho mi puntò sin dall'inizio
- Per le illuminazioni improvvise e accecanti che dÃ
- Perché è una scienza vera
- Perché, essendo tale, cerca ogni giorno di perfezionarsi
- Perché cerca di dare una sistemazione a una cosa spontanea come il linguaggio
- Perché usa simboli, sempre gli stessi in tutto il Mondo
- Perché è fatta di leggi che si possono verificare
- Perché a volte le leggi hanno eccezioni
- Perché le eccezioni ti aprono un mondo di altre leggi
- Perché in una parola spesso si nasconde la bellezza del cervello
- Perché parlare è proprio degli umani
- Ma comunicare è proprio di tutti gli esseri viventi
- Perché "fratello" in sanscrito, latino, greco, inglese è la prima comparazione che ti spiegano
- Perché dietro alle parole ci sono i processi mentali
- Perché qualcuno ha pensato che possiamo insegnare a usare questi processi anche ai computer
- Perché qualcun altro ha pensato che per i computer il sanscrito è perfetto
- E questo perché le regole del sanscrito sono così perfette da essere definite matematiche
- Perché da piccola volevo fare la scienziata
- Perché la maggior parte delle persone la cui opinione conta per me pensa che tali cose siano inutile ozio intellettuale
- Perché mi piacerebbe che non fosse così
- Perché al liceo leggevo dizionari per passatempo
- Perché esiste l'area di Broca
- Perché le parole composte sono un piccolo mondo di significati
- Perché le parole inventate brillano di una luce sfavillante, quella della mente
- Perché le parole antiche mostrano che gli uomini sono sempre gli stessi e si fanno le stesse domande
- Perché le parole gergali ti fanno entrare in altre dimensioni
- Perché non penso che le lingue che nessuno parla più meritino di essere sepolte nella dimenticanza
- Perché non sai dove vai se non sai da dove vieni
- Perché la frase sopra è banale ma funziona a più livelli
- Perché tali livelli sono: fonologico, morfologico, sintattico
- Perché voglio andare alla NYU a fare le risonanze magnetiche alla gente mentre parla
- O al MIT a parlare con i computer (in Sanscrito ;) )
- Perché chiedi a un linguista quante lingue sa, e sarà come chiedere a un medico quante malattie ha
- Perché è l'unica cosa che ho studiato dimenticandomi dello scorrere del tempo
- Perché puoi fare il critico letterario e vendere fumo, ma non puoi venderne facendo linguistica
- Perché non mi piace il fumo
- Perché me ne hanno venduto tanto, e caro
- Perché se penso alla linguistica, è la prima volta nella mia vita che mi vedo realmente nei panni giusti.
- O in un qualsiasi insieme di panni
- Perché ci sono ancora milioni di motivi che devo scoprire.
cilidif | 02:04 | commenti (8)
scoperte, acta scholastica, glottologia e linguistica
martedì, 23 settembre 2008
DepressionNon tutti sono nati per la grandezza.
cilidif | 13:56 | commenti (3)
inclassificabili
lunedì, 22 settembre 2008
Per i curiosiPrimo semestre
INDOLOGIA (Lingua e letteratura Sanscrita)
ARCHEOLOGIA E STORIA DELL'ARTE GRECA
GEOGRAFIA POLITICA ED ECONOMICA.
Non è che non c'entrino niente l'una con l'altra, ma archeologia del vicino Oriente era di venerdì sera. E io di venerdì sera non ho voglia di andare a lezione!
E geografia politica ed economica la faccio per dimostrare al mondo che non mi interesso solo di gente morta e delle loro cose.
INDOLOGIA (Lingua e letteratura Sanscrita)
ARCHEOLOGIA E STORIA DELL'ARTE GRECA
GEOGRAFIA POLITICA ED ECONOMICA.
Non è che non c'entrino niente l'una con l'altra, ma archeologia del vicino Oriente era di venerdì sera. E io di venerdì sera non ho voglia di andare a lezione!
E geografia politica ed economica la faccio per dimostrare al mondo che non mi interesso solo di gente morta e delle loro cose.
cilidif | 17:07 | commenti (2)
esami, a sorpresa, acta scholastica
E così anche l'orario del secondo anno ha alla fine acquistato un senso razionale e concreto. Da notare con sommo piacere il fatto che non avrò levatacce mattutine per inutili lezioni all'alba, come già sperimentato lo scorso anno. Da notare altresì che con i dovuti scongiuri la laurea è più vicina di quanto non sembri, o di quanto non lo fosse l'anno scorso, quando di questi tempi annaspavo nell'emozione dell'inizio di una nuova fase della mia vita. A brand new start.
Che non è per guardarsi indietro con il fare amarcord degli anniversari, ma è stato un anno molto ricco e molto bello in cui ho imparato a prendere i treni e ad affrontare i maniaci, ad annaffiare le mie amicizie e a cullare l'amore nel silenzio, a fare le trascrizioni fonetiche, a fare le 2 di notte parlando piano, a coltivare le relazioni importanti per non perdere nessuno lungo la via, a coltivare la mimosa nei bicchierini di carta.
E a dire "Pensavo ne fosse al corrente, comunque Orientalistica è un curriculum di Lettere. Sì, studiamo anche il greco" porgendo il libretto all'ignaro professore di turno.
Che non è per guardarsi indietro con il fare amarcord degli anniversari, ma è stato un anno molto ricco e molto bello in cui ho imparato a prendere i treni e ad affrontare i maniaci, ad annaffiare le mie amicizie e a cullare l'amore nel silenzio, a fare le trascrizioni fonetiche, a fare le 2 di notte parlando piano, a coltivare le relazioni importanti per non perdere nessuno lungo la via, a coltivare la mimosa nei bicchierini di carta.
E a dire "Pensavo ne fosse al corrente, comunque Orientalistica è un curriculum di Lettere. Sì, studiamo anche il greco" porgendo il libretto all'ignaro professore di turno.
cilidif | 17:04 | commenti
amarcord, amici, primi passi, ad ventura, acta scholastica
martedì, 16 settembre 2008
Femme fataleCerto che se fossi rimasta la pallotta di ciccia che ero quando ho aperto questo blog - e un po' anche ora -, probabilmente mi sarei risparmiata tutta una serie di avances che, siccome io sono io, si personificano in individui talmente sfigati e/o viscidi e/o pochissimo raccomandabili, che mi sento davvero baciata dalla fortuna.
TIpo.
Addetto ai tagliandi del parcheggio che al mio ennesimo "Buon giorno" risponde che è sempre un piacere rivedere le belle donne. "E non lo dica a suo marito". Non sono sposata. "Meglio". E poi passa tre interminabili minuti a fissarmi con in mano lo scontrino, senza dirmi quanto cazzo gli devo.
Oppure.
Sotto i portici dell'ufficio di mia madre, un tizio allampanato e impomatato mi saluta. "Ciao! Ma non ti ricordi di me! Io ti conosco!" "No guarda, proprio non mi pare" "Ma sì, ci conosciamo, possibile che non ti ricordi? Ci siamo visti al Gilda" (Al GILDA? A me ne viene in mente solo uno vicino Pisa, ma proprio non vorrei aver conosciuto qualcuno lì) "No guarda non ci vado mai" "In palestra!!!" "Non vado in palestra" "Ma io so come ti chiami!" (e lo sapeva, perché mia madre mi aveva appena chiamato dalla porta). "Senti, mi dispiace ma io proprio non ti conosco. Scusa!" e vado via.
"Ecco, fai anche finta di niente..." segue borbottamento, sospetto poco lusinghiero.
TIpo.
Addetto ai tagliandi del parcheggio che al mio ennesimo "Buon giorno" risponde che è sempre un piacere rivedere le belle donne. "E non lo dica a suo marito". Non sono sposata. "Meglio". E poi passa tre interminabili minuti a fissarmi con in mano lo scontrino, senza dirmi quanto cazzo gli devo.
Oppure.
Sotto i portici dell'ufficio di mia madre, un tizio allampanato e impomatato mi saluta. "Ciao! Ma non ti ricordi di me! Io ti conosco!" "No guarda, proprio non mi pare" "Ma sì, ci conosciamo, possibile che non ti ricordi? Ci siamo visti al Gilda" (Al GILDA? A me ne viene in mente solo uno vicino Pisa, ma proprio non vorrei aver conosciuto qualcuno lì) "No guarda non ci vado mai" "In palestra!!!" "Non vado in palestra" "Ma io so come ti chiami!" (e lo sapeva, perché mia madre mi aveva appena chiamato dalla porta). "Senti, mi dispiace ma io proprio non ti conosco. Scusa!" e vado via.
"Ecco, fai anche finta di niente..." segue borbottamento, sospetto poco lusinghiero.
cilidif | 00:08 | commenti (3)
inclassificabili, ad ventura
lunedì, 15 settembre 2008
Due chiacchiere...con Mondnacht ti fanno pensare che le cose andranno, alla fine bene.
E che alla fine mi toglierò Dido e Rolly dai piedi, in saecula saeculorum.
Grazie!
E che alla fine mi toglierò Dido e Rolly dai piedi, in saecula saeculorum.
Grazie!
cilidif | 23:57 | commenti (1)
amici, acta scholastica
venerdì, 12 settembre 2008
Per favoreCilidif, stai calma, non spaventarti e cerca di non essere sconvolta.
Che serva da monito.
Che serva da monito.
cilidif | 23:55 | commenti
inclassificabili, brevia
E così poche ore fa il burro è esploso nel forno. Non pensavo potesse accadere.
cilidif | 17:01 | commenti (8)
in cucina con cilidif
