Diari pisani
mercoledì, 26 novembre 2008
Ipse dixitIl mitico professore di letteratura francese, oggi pomeriggio.
Ore 16: "Ricordatevi che l'8 dicembre non c'è lezione. Che se Voltaire sapesse che nel 2008 festeggiamo ancora l'Immacolata Concezione..."
Ore 16.15: "Adesso vi leggo i risultati dei compitini. Ah, lasciatemi ricordare che lunedì per un convegno salta la lezione"...
... Ore 16.25 "...e comunque se ne potrà parlare in sede di orale (sui commenti ai compitini N.d.R.), ma adesso vi dico davvero i voti: Alfano, vent...ah no, dimenticavo: dove ho ritenuto netto il giudizio..."
... Ore 16.35: "...Ma ricordatevi che è solo un numero, di per sé riduttivo anche..."
... Ore 16.40: la classe esplode in un boato di incitamento e il pover'uomo inizia a leggere l'elenco di più di 60 voti. E l'unico cognome che sbaglia è il mio.
Ore 16: "Ricordatevi che l'8 dicembre non c'è lezione. Che se Voltaire sapesse che nel 2008 festeggiamo ancora l'Immacolata Concezione..."
Ore 16.15: "Adesso vi leggo i risultati dei compitini. Ah, lasciatemi ricordare che lunedì per un convegno salta la lezione"...
... Ore 16.25 "...e comunque se ne potrà parlare in sede di orale (sui commenti ai compitini N.d.R.), ma adesso vi dico davvero i voti: Alfano, vent...ah no, dimenticavo: dove ho ritenuto netto il giudizio..."
... Ore 16.35: "...Ma ricordatevi che è solo un numero, di per sé riduttivo anche..."
... Ore 16.40: la classe esplode in un boato di incitamento e il pover'uomo inizia a leggere l'elenco di più di 60 voti. E l'unico cognome che sbaglia è il mio.
cilidif | 22:16 | commenti (4)
acta scholastica
Niente, tra una cosa e l'altra mi sono principalmente occupata di sopravvivere, saltare meno lezioni possibili, attendere i risultati dei due compiti scritti che ho fatto e preparare certi documenti riguardanti il mio futuro scolastico immediato. E poi.
Io ho questo hobby, no, del montaggio video. Uso consciamente - più o meno - programmi fighi tipo Adobe Premiere, Final cut pro, Adobe after FX, cose così. Monto scene e inserisco musica o silenzi nei punti giusti, bianchi e neri, effetti seppia e correzioni gamma. Solo che in vacanza ci vado una volta all'anno e quindi d'inverno, tra un passo di Erodoto e l'altro (finiranno mai?) mi do a creare video di 4/5 minuti che impiego giorni interi a montare. Questi video riguardano una delle mie passioni, nonché occasioni di relax e molto spesso anche di riflessione, ossia il dottor Casa. Di solito, quando l'ipocrisia di Youtube non mi colpisce come sfruttatrice di copyrights altrui, i miei video hanno abbastanza successo e la gente mi lascia commenti carini. Ora, c'è un sottile e poco chiaro confine tra la passione e la follia e io non son del tutto sicura di stare dalla parte della passione. Ma che ci sia anche gente che si iscrive ai miei video per restare aggiornata su quello che carico, mi fa pensare: uno, che ho irrimediabilmente attraversato il confine; due, che se facessi la youtuber di professione guadagnerei un botto di soldi in più di quelli che (non) guadagnerò con la Linguistica.
Io ho questo hobby, no, del montaggio video. Uso consciamente - più o meno - programmi fighi tipo Adobe Premiere, Final cut pro, Adobe after FX, cose così. Monto scene e inserisco musica o silenzi nei punti giusti, bianchi e neri, effetti seppia e correzioni gamma. Solo che in vacanza ci vado una volta all'anno e quindi d'inverno, tra un passo di Erodoto e l'altro (finiranno mai?) mi do a creare video di 4/5 minuti che impiego giorni interi a montare. Questi video riguardano una delle mie passioni, nonché occasioni di relax e molto spesso anche di riflessione, ossia il dottor Casa. Di solito, quando l'ipocrisia di Youtube non mi colpisce come sfruttatrice di copyrights altrui, i miei video hanno abbastanza successo e la gente mi lascia commenti carini. Ora, c'è un sottile e poco chiaro confine tra la passione e la follia e io non son del tutto sicura di stare dalla parte della passione. Ma che ci sia anche gente che si iscrive ai miei video per restare aggiornata su quello che carico, mi fa pensare: uno, che ho irrimediabilmente attraversato il confine; due, che se facessi la youtuber di professione guadagnerei un botto di soldi in più di quelli che (non) guadagnerò con la Linguistica.
cilidif | 22:08 | commenti (1)
cogito, a sorpresa
venerdì, 21 novembre 2008
I limoniQuando trovate un malchiuso portone, guardate attraverso la fessura.
I limoni, E. Montale
Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità .
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità .
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rurnorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità .
I limoni, E. Montale
Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità .
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità .
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rurnorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità .
cilidif | 21:22 | commenti (4)
scoperte
giovedì, 20 novembre 2008
Ah!Lo sapete che ieri sera mi è caduto il computer? Sto ancora ricucendo i miei nervi dopo i trenta secondi di riaccensione in cui mi è passata davanti tutta la mia vita, mentre aspettavo di vedere la confortante mela e il confortante "bong" che significa "Ciao! Sono qui per fare tutto quello che vuoi!".
Se nelle intenzioni era un buon auspicio per l'esame di stamattina, di certo il Cielo ha ben strani canali di comunicazione con i mortali.
Se nelle intenzioni era un buon auspicio per l'esame di stamattina, di certo il Cielo ha ben strani canali di comunicazione con i mortali.
cilidif | 09:45 | commenti
ad ventura
E così stamani ho incontrato almeno metà del secondo anno di lettere Antiche, ormai affezionato all'imperdibile evento del compitino di informatica, un'occasione unica per sentirsi quasi intelligenti perché quasi scientifici, almeno fino alla pubblicazione del risultato.
L'importante è partecipare.
L'importante è partecipare.
cilidif | 09:41 | commenti (2)
esami, il calcolatore, brevia, acta scholastica
lunedì, 17 novembre 2008
Qualcosa non torna.Tra ventotto minuti c'è il compitino di Letteratura Francese.
Io sono ancora a casa.
Non sto ripassando.
Ho appena finito di vedere un film.
Della Disney.
Pollyanna.
In inglese.
Io sono ancora a casa.
Non sto ripassando.
Ho appena finito di vedere un film.
Della Disney.
Pollyanna.
In inglese.
cilidif | 14:35 | commenti (1)
cogito, esami, acta scholastica
C'è questa canzone di Guccini. La scrisse quando un critico gli disse che da Stanze di vita quotidiana emergeva un poeta opaco, un cantautore ormai venduto, uno che non aveva più niente da dire e viveva della disillusione del suo passato. Guccini si arrabbiò e il risultato è che adesso questa canzone esiste e i due sono diventati amici. Tutte le volte che ascolto l'Avvelenata mi proietto dentro quelle parole e in esse leggo la vicenda concreta che la produsse, ma anche qualcos'altro. Che poi è quel chiedere insistente di rendere conto alla realtà , di spiegarla, di cambiarla anche. E quella recriminazione di inutilità , di vuoto pratico, di incapacità di fare i conti con il presente e quell'accusa di vendersi, di vendere la propria anima e il sentire tutto particolare della propria persona alle cause superficiali che regolano i tempi. Queste le accuse.
Questa la difesa:
L'avvelenata
Ma se io avessi previsto tutto questo,
(dati cause e pretesto) le attuali conclusioni,
credete che per questi quattro soldi,
questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni
va be', lo ammetto che mi son sbagliato
e accetto i crucifige e così sia
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia
il primo che ha studiato.
Mio padre forse aveva anche ragione,
a dire che la pensione e davvero importante
mia madre non aveva poi sbagliato,
a dir che un laureato conta più di un cantante
giovane e ingenuo io ho perso la testa
sian stati i libri, o il mio provincialismo
e un cazzo in culo e accuse di arrivismo, dubbi di qualunquismo
son quello che mi resta.
Voi critici, voi personaggi austeri
militanti severi, chiedo scusa a 'vossia'
però non ho mai detto che a canzoni
si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso e come posso
quando ne ho voglia, senza applausi o fischi
vendere o no 'non passa' fra i miei rischi,
non comprate i miei dischi
e sputatemi addosso.
Secondo voi, ma a me cosa mi frega
di assumermi la bega di star quassù a cantare
godo molto di più nell'ubriacarmi,
oppure a masturbarmi, o al limite a scopare
se son d'umore nero allora scrivo
frugando dentro alle nostre miserie,
di solito ho da fare cose più serie,
costruir su macerie, o mantenermi vivo.
Io tutto, io niente, io stronzo ed io ubriacone,
io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale,
io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista
io frocio, io perché canto so imbarcare
io falso, io vero, io genio e io cretino,
io solo, qui, alle quattro del mattino,
l'angoscia e un po' di vino
e voglia di bestemmiare.
Secondo voi, ma chi me lo fa fare,
di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento
ovvio il medico dice «sei depresso»,
nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento
e io ho sempre detto che era un gioco
sapere usare o no d'un certo metro
compagni il gioco si fa teso e tetro,
comprate il mio didietro,
io lo vendo per poco.
Colleghi cantautori, eletta schiera
che si vende alla sera per un po' di milioni
voi che siete capaci, fate bene,
ad aver le tasche piene, e non solo i coglioni,
che cosa posso dirvi? andate e fate,
tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete,
un Bertoncelli o un prete
a sparare cazzate.
Ma se io avessi previsto tutto questo
(dati causa e pretesto) forse farei lo stesso
mi piace far canzoni e bere vino,
mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto
dei panni che son solito portare
ho tante cose ancor da raccontare per chi vuol ascoltare,
e a culo tutto il resto.
E ogni volta in questo testo ritrovo me stessa, studentessa di Lettere in una società in cui si chiede l'Utilità , oppure il Guadagno, oppure la semplice e gratuita Passività .
Questa la difesa:
L'avvelenata
Ma se io avessi previsto tutto questo,
(dati cause e pretesto) le attuali conclusioni,
credete che per questi quattro soldi,
questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni
va be', lo ammetto che mi son sbagliato
e accetto i crucifige e così sia
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia
il primo che ha studiato.
Mio padre forse aveva anche ragione,
a dire che la pensione e davvero importante
mia madre non aveva poi sbagliato,
a dir che un laureato conta più di un cantante
giovane e ingenuo io ho perso la testa
sian stati i libri, o il mio provincialismo
e un cazzo in culo e accuse di arrivismo, dubbi di qualunquismo
son quello che mi resta.
Voi critici, voi personaggi austeri
militanti severi, chiedo scusa a 'vossia'
però non ho mai detto che a canzoni
si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso e come posso
quando ne ho voglia, senza applausi o fischi
vendere o no 'non passa' fra i miei rischi,
non comprate i miei dischi
e sputatemi addosso.
Secondo voi, ma a me cosa mi frega
di assumermi la bega di star quassù a cantare
godo molto di più nell'ubriacarmi,
oppure a masturbarmi, o al limite a scopare
se son d'umore nero allora scrivo
frugando dentro alle nostre miserie,
di solito ho da fare cose più serie,
costruir su macerie, o mantenermi vivo.
Io tutto, io niente, io stronzo ed io ubriacone,
io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale,
io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista
io frocio, io perché canto so imbarcare
io falso, io vero, io genio e io cretino,
io solo, qui, alle quattro del mattino,
l'angoscia e un po' di vino
e voglia di bestemmiare.
Secondo voi, ma chi me lo fa fare,
di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento
ovvio il medico dice «sei depresso»,
nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento
e io ho sempre detto che era un gioco
sapere usare o no d'un certo metro
compagni il gioco si fa teso e tetro,
comprate il mio didietro,
io lo vendo per poco.
Colleghi cantautori, eletta schiera
che si vende alla sera per un po' di milioni
voi che siete capaci, fate bene,
ad aver le tasche piene, e non solo i coglioni,
che cosa posso dirvi? andate e fate,
tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete,
un Bertoncelli o un prete
a sparare cazzate.
Ma se io avessi previsto tutto questo
(dati causa e pretesto) forse farei lo stesso
mi piace far canzoni e bere vino,
mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto
dei panni che son solito portare
ho tante cose ancor da raccontare per chi vuol ascoltare,
e a culo tutto il resto.
E ogni volta in questo testo ritrovo me stessa, studentessa di Lettere in una società in cui si chiede l'Utilità , oppure il Guadagno, oppure la semplice e gratuita Passività .
cilidif | 14:29 | commenti
musica, cogito
sabato, 15 novembre 2008
Facciamo il puntoPensiero numero uno: "Vorrei stare a Pisa talmente tanto tempo, da essere dimenticata da tutti."
Pensiero numero due: "Sei una stupida ingrata e meriteresti di essere odiata da tutti."
Pensiero numero tre: "Ricordati di stampare il biglietto del treno per domani."
Pensiero numero due: "Sei una stupida ingrata e meriteresti di essere odiata da tutti."
Pensiero numero tre: "Ricordati di stampare il biglietto del treno per domani."
cilidif | 23:03 | commenti (2)
cogito, brevia
venerdì, 14 novembre 2008
Questa è bellaUn gruppetto di gente ha letto una mia poesia, gli è piaciuta e l'hanno inserita in un'antologia.
Fico.
Fico.
cilidif | 23:31 | commenti (1)
a sorpresa, brevia, ad ventura
giovedì, 13 novembre 2008
Stream of consciousnessOh, sì. Ho un esame lunedì pomeriggio alle 4 e ho iniziato a studiare oggi. E perché ho bevuto caffelatte accompagnato da arachidi? Non saprei. E comunque questo è un flusso di coscienza, genere novecentesco di scrittura che è debitore della moltiplicazione relativistica dei punti di vista, nella dialettica realtà -percezione. Quindi se a qualcuno non sembra verosimile, beh, può anche non esserlo. O magari sì. Magari è verosimile perdere una settimana della propria vita non facendo NIENTE e sentirsi terribilmente calati nel proprio ruolo di intellettuali dalla psiche decostruita per colpa dell'incontrollabilità della Storia e del non sentirsi inseriti in alcuna dinamica di interazione col reale, perché tali dinamiche non sono possibili. Sì, questo è uno stream of consciousness sgorgato proprio all'ora di andare a letto, stabilita per recuperare i propri cicli biologici, in vista di un impegno programmato per dare un senso alla propria esistenza transeunte: quello di studiare. Ma come ogni uomo (donna) moderno che si rispetti, non è attuabile nessun proposito di cambiamento di una realtà che è solo l'avvolgersi e lo spiegazzarsi di vicende non causalmente connesse e non necessariamente consequenziali, che vanno ad accumularsi nell'interiorità di un uomo agito dal suo proprio inconscio, sul quale non ha alcun controllo e le cui manifestazioni non patologiche sono questi insensati flussi di parole. E quelle arachidi non andavano bene accompagnate col latte.
Buonanotte da una studentessa di Lettere.
Buonanotte da una studentessa di Lettere.
cilidif | 23:53 | commenti (1)
cogito
