Diari pisani
martedì, 29 settembre 2009
Celtic PrideNon sono diventata leghista e non sto per farmi sposare da un druido.
E' che dalle mie parti c'è questo paese che si chiama Vergiate e che ho sempre considerato inutile nella migliore delle ipotesi. C'è il Conforama, c'è un ristorante giapponese, ci sono un sacco di ditte di varia natura e ci passa il Sempione, una grossa arteria molto trafficata quando non si gira a targhe alterne a causa delle polveri sottili.
E invece stamani ho scoperto che Vergiate è un serbatoio di reperti archeologici celtici.
Idem dicasi per Castelletto Ticino, che ho sempre considerato come un'anonima uscita dell'autostrada con il Mc Donald's e la Conbipel: il bicchierino di terracotta prelevato da un corredo funebre una decina d'anni fa ha permesso di scoprire cose importantissime sul genitivo indoeuropeo in -osyo e sulla sua conservazione in Italia bla bla bla bla bla
Insomma.
Mai giudicare dalle apparenze. Sotto un'Ikea potrebbe nascondersi il tesoro degli Atridi lombardi.
E' che dalle mie parti c'è questo paese che si chiama Vergiate e che ho sempre considerato inutile nella migliore delle ipotesi. C'è il Conforama, c'è un ristorante giapponese, ci sono un sacco di ditte di varia natura e ci passa il Sempione, una grossa arteria molto trafficata quando non si gira a targhe alterne a causa delle polveri sottili.
E invece stamani ho scoperto che Vergiate è un serbatoio di reperti archeologici celtici.
Idem dicasi per Castelletto Ticino, che ho sempre considerato come un'anonima uscita dell'autostrada con il Mc Donald's e la Conbipel: il bicchierino di terracotta prelevato da un corredo funebre una decina d'anni fa ha permesso di scoprire cose importantissime sul genitivo indoeuropeo in -osyo e sulla sua conservazione in Italia bla bla bla bla bla
Insomma.
Mai giudicare dalle apparenze. Sotto un'Ikea potrebbe nascondersi il tesoro degli Atridi lombardi.
cilidif | 09:50 | commenti (2)
acta scholastica, cassonetti della storia, glottologia e linguistica
martedì, 16 dicembre 2008
Per l'uccisione di Eratostene"Peri pollou an poiesaimen, o andres dikastai..."
Così cominciava il testo greco che portammo alla Maturità in versione integrale. Era l'orazione di Lisia, un ateniese figlio di genitori siracusani che, straniero in patria, non ebbe mai la cittadinanza della città in cui era nato e nei cui tribunali esercitava il suo mestiere, perché non era figlio di genitori ateniesi. E la Democrazia giocò a Lisia un altro brutto scherzo: quando i Trenta tiranni, alla fine della guerra contro Sparta, presero il potere ad Atene, gli confiscarono il patrimonio, gli uccisero il fratello Polemarco e lo spedirono in esilio a Megara.
Quando Lisia tornerà nell'Atene distrutta dalla guerra e dalle privazioni, nel 403 a.C., pronuncerà di fronte al tribunale ateniese del popolo, la Boulè, un'orazione tra le sue più famose, nella quale non risparmiava colpi ai politici più famosi e rispettati del suo tempo. E forse per questo perse il processo e passò il resto della sua vita scrivendo orazioni su commissione.
Poco fa cercavo informazioni più dettagliate sull'opera che al tempo portai all'Esame di Stato, "Per l'uccisione di Eratostene": Lisia qui difendeva Eufileto, un marito tradito e accusato di omicidio premeditato dell'amante della moglie. Eufileto grazie a Lisia cerca di dimostrare che l'accusa di premeditazione è infondata e che, comunque, il suo omicidio rientra nella dicitura di Dikaios Fonos, che altro non era, se non un tipo di omicidio ammesso dalle leggi della città, poiché la vittima le stava apertamente violando.
Nella mia ricerca, mi sono imbattuta in QUESTO:
Dislocamento ala completa dell’orazione “Riguardo a Eratostene” quando Lisia Manifestazione Word, 13 pag.)
Anteprima dell’appunto
SU ERATOSTENE, DEL FATTO CHE ANNO COMPATTO BEATI TRENTA, INTORNO A ERATOSTENE, PER IL FATTO CHE ANNO SOLIDO ANGELI TRENTA, INCENSAMENTO COME PRONUNCIГ’ LO IDEM LISIA 1 Mi sembra accidentato, o giudici, completamente l’iniziare l’accusa, a dispetto di ci? deporre per il fatto che abbaiare: da essi sono stati compiuti misfatti tali perch? enormitГ e parecchi per quanto aspetto cosicchГ©, vuoi come menta, appieno potrebbe concretizzarsi accuse piГ№ gravi per quanto quelle come vi presento io, vuoi quando sete, completamente potrebbe permettere minimamente la veritГ , a dispetto di ci? ГЁ di rigore come l’accusatore si stanchi in caso contrario il annata a diplomazia finisca. 2 Mi sembra del fatto che noi subiremo il avverso alta opinione a ciГІ quando accadeva carestia tempi gi? d’ora. Tante vero che test? bisognava di quanto coloro per il fatto che erano accusatori fornissero rodaggio dell’odio quando esisteva magagne confronti degli accusati; adesso, piuttosto, ГЁ di rigore tastare verso gli accusati quale risentimento avessero addosso a la cittГ , a intermediario del quale ebbero il evviva per quanto assicurare tali crimini riguardo a che donna di servizio. Totalmente dico accertato quando assolutamente si adirerГ perchГ© affatto ha rancori e offese privati, a dispetto di ci? perchГ© ne hanno cadauno padrona gran quantitГ 3 a sbirro come offese private o pubbliche. PerciГІ io, o giudici, nonostante mica abbia niente affatto intestino cause mie o altrui, al momento mi trovo stretto dalle padronanza accadute ad palesare cotesto, cosicchГ© pieno mi sono trovato nell’inquietezza quando mica trattare, perch? l’inesperienza, usato chiavetta solamente e da delinquente l’accusa usato sussidio che mio seguace e usato mia aiutante: anche, tenterГІ come spiegarvi dall’inizio, cercando per quanto afferrare il piГ№ aperto cristiano. 4 Mio maggiore Cefalo fu inamovibile da Pericle a affacciare ad occupare up to date questa tono, vi abitГІ perch? trent’anni e in nessun caso nГ© noi nГ© amore citammo usato ragguaglio o fummo citati, DIVENIRE a dispetto di ci? vivevamo retti da guida felice cosГ¬ per quanto del tutto commettemmo mancanze indelicatezza confronti degli germano, nГ© venimmo offesi da gemello. A ridosso del fatto che i Trenta, come erano santi poveracci e angeli sicofanti, salirono al personalit?, affermando come 0000 di rigore infliggere la cittГ libera ors? malvagi e quando gli amico abitatori si dedicassero alla virtГ№ e alla risorse e, a dispetto di dicessero queste effetto, affatto osavano praticarle, subito dopo che io, avendo vitale gi? delle mie e delle vostre familiarit? cercherГІ per quanto farvi richiamare. FUTURO Tante vero che Teognide e Pisone dicevano, al ammonimento azzurro Trenta, attenzione ai meteci, per quanto paio erano malcontenti del chiave di quanto curare; sembrava perci? arrivare un validissimo rampino perch? punirli, di quanto avvenimento perch? imparare: la cittГ sole minimamente attuale bollettino, 7 il consegna, avvenire, aveva stupidaggine di quanto secondo posto. E convincevano gli ascoltatori a parte difficoltГ : tante vero che per niente tenevano up to date nessun fiducia liquidare gli sodale, a dispetto di ci? tenevano up to date gran deposito afferrare delle denaro. Perci?, sembrГІ loro non piu di radunarne decimo, dentro costui Sotto due poveracci, perch? comperare per quanto diritto agli affiliato madre celeste allineamento, come queste azioni erano state compiute minimamente perch? i argenteria, a dispetto di ci? erano avvenute poichГ© erano utili allo Commercio, non appena a condizione che avessero suonato idoneo altra indicato bene.
Notare;
"Deporre per il fatto che abbaiare": ok, cani in tribunale?
"rodaggio dell’odio": sembra Orwell!
"a sbirro come offese private o pubbliche": sbirro nel senso di spia o di poliziotto?
"usato chiavetta solamente e da delinquente": che male si può fare con una chiavetta?
"santi poveracci e angeli sicofanti": wow!
"occupare up to date questa tono": ?
Così cominciava il testo greco che portammo alla Maturità in versione integrale. Era l'orazione di Lisia, un ateniese figlio di genitori siracusani che, straniero in patria, non ebbe mai la cittadinanza della città in cui era nato e nei cui tribunali esercitava il suo mestiere, perché non era figlio di genitori ateniesi. E la Democrazia giocò a Lisia un altro brutto scherzo: quando i Trenta tiranni, alla fine della guerra contro Sparta, presero il potere ad Atene, gli confiscarono il patrimonio, gli uccisero il fratello Polemarco e lo spedirono in esilio a Megara.
Quando Lisia tornerà nell'Atene distrutta dalla guerra e dalle privazioni, nel 403 a.C., pronuncerà di fronte al tribunale ateniese del popolo, la Boulè, un'orazione tra le sue più famose, nella quale non risparmiava colpi ai politici più famosi e rispettati del suo tempo. E forse per questo perse il processo e passò il resto della sua vita scrivendo orazioni su commissione.
Poco fa cercavo informazioni più dettagliate sull'opera che al tempo portai all'Esame di Stato, "Per l'uccisione di Eratostene": Lisia qui difendeva Eufileto, un marito tradito e accusato di omicidio premeditato dell'amante della moglie. Eufileto grazie a Lisia cerca di dimostrare che l'accusa di premeditazione è infondata e che, comunque, il suo omicidio rientra nella dicitura di Dikaios Fonos, che altro non era, se non un tipo di omicidio ammesso dalle leggi della città, poiché la vittima le stava apertamente violando.
Nella mia ricerca, mi sono imbattuta in QUESTO:
Dislocamento ala completa dell’orazione “Riguardo a Eratostene” quando Lisia Manifestazione Word, 13 pag.)
Anteprima dell’appunto
SU ERATOSTENE, DEL FATTO CHE ANNO COMPATTO BEATI TRENTA, INTORNO A ERATOSTENE, PER IL FATTO CHE ANNO SOLIDO ANGELI TRENTA, INCENSAMENTO COME PRONUNCIГ’ LO IDEM LISIA 1 Mi sembra accidentato, o giudici, completamente l’iniziare l’accusa, a dispetto di ci? deporre per il fatto che abbaiare: da essi sono stati compiuti misfatti tali perch? enormitГ e parecchi per quanto aspetto cosicchГ©, vuoi come menta, appieno potrebbe concretizzarsi accuse piГ№ gravi per quanto quelle come vi presento io, vuoi quando sete, completamente potrebbe permettere minimamente la veritГ , a dispetto di ci? ГЁ di rigore come l’accusatore si stanchi in caso contrario il annata a diplomazia finisca. 2 Mi sembra del fatto che noi subiremo il avverso alta opinione a ciГІ quando accadeva carestia tempi gi? d’ora. Tante vero che test? bisognava di quanto coloro per il fatto che erano accusatori fornissero rodaggio dell’odio quando esisteva magagne confronti degli accusati; adesso, piuttosto, ГЁ di rigore tastare verso gli accusati quale risentimento avessero addosso a la cittГ , a intermediario del quale ebbero il evviva per quanto assicurare tali crimini riguardo a che donna di servizio. Totalmente dico accertato quando assolutamente si adirerГ perchГ© affatto ha rancori e offese privati, a dispetto di ci? perchГ© ne hanno cadauno padrona gran quantitГ 3 a sbirro come offese private o pubbliche. PerciГІ io, o giudici, nonostante mica abbia niente affatto intestino cause mie o altrui, al momento mi trovo stretto dalle padronanza accadute ad palesare cotesto, cosicchГ© pieno mi sono trovato nell’inquietezza quando mica trattare, perch? l’inesperienza, usato chiavetta solamente e da delinquente l’accusa usato sussidio che mio seguace e usato mia aiutante: anche, tenterГІ come spiegarvi dall’inizio, cercando per quanto afferrare il piГ№ aperto cristiano. 4 Mio maggiore Cefalo fu inamovibile da Pericle a affacciare ad occupare up to date questa tono, vi abitГІ perch? trent’anni e in nessun caso nГ© noi nГ© amore citammo usato ragguaglio o fummo citati, DIVENIRE a dispetto di ci? vivevamo retti da guida felice cosГ¬ per quanto del tutto commettemmo mancanze indelicatezza confronti degli germano, nГ© venimmo offesi da gemello. A ridosso del fatto che i Trenta, come erano santi poveracci e angeli sicofanti, salirono al personalit?, affermando come 0000 di rigore infliggere la cittГ libera ors? malvagi e quando gli amico abitatori si dedicassero alla virtГ№ e alla risorse e, a dispetto di dicessero queste effetto, affatto osavano praticarle, subito dopo che io, avendo vitale gi? delle mie e delle vostre familiarit? cercherГІ per quanto farvi richiamare. FUTURO Tante vero che Teognide e Pisone dicevano, al ammonimento azzurro Trenta, attenzione ai meteci, per quanto paio erano malcontenti del chiave di quanto curare; sembrava perci? arrivare un validissimo rampino perch? punirli, di quanto avvenimento perch? imparare: la cittГ sole minimamente attuale bollettino, 7 il consegna, avvenire, aveva stupidaggine di quanto secondo posto. E convincevano gli ascoltatori a parte difficoltГ : tante vero che per niente tenevano up to date nessun fiducia liquidare gli sodale, a dispetto di ci? tenevano up to date gran deposito afferrare delle denaro. Perci?, sembrГІ loro non piu di radunarne decimo, dentro costui Sotto due poveracci, perch? comperare per quanto diritto agli affiliato madre celeste allineamento, come queste azioni erano state compiute minimamente perch? i argenteria, a dispetto di ci? erano avvenute poichГ© erano utili allo Commercio, non appena a condizione che avessero suonato idoneo altra indicato bene.
Notare;
"Deporre per il fatto che abbaiare": ok, cani in tribunale?
"rodaggio dell’odio": sembra Orwell!
"a sbirro come offese private o pubbliche": sbirro nel senso di spia o di poliziotto?
"usato chiavetta solamente e da delinquente": che male si può fare con una chiavetta?
"santi poveracci e angeli sicofanti": wow!
"occupare up to date questa tono": ?
cilidif | 17:13 | commenti (1)
a sorpresa, acta scholastica, cassonetti della storia
lunedì, 13 ottobre 2008
Cassonetti della Storia: il fratello di CambiseC'era una volta Cambise figlio di Ciro, re di Persia. Un giorno Cambise morì a Ecbatana di Siria perché si era ferito a una coscia e aveva deciso di non guarire perché lui doveva morire lì. E allora morì. Dopo la sua morte salì al trono Dario figlio di Istaspe e tutti conoscono Dario il re dei Persiani e la guerra contro i Greci che erano pochini ma avevano la faccia come il culo e vinsero la battaglia di Maratona. Questa non ve la spiego perché internet è piena così di gente che la spiega. Spero.
Quello che non è passato alla Storia, invece, è il fratello di Cambise figlio di Ciro. Il fratello di Cambise figlio di Ciro si chiamava Smerdi, che certo non è un nome col quale è facile o dignitoso passare alla Storia. E infatti Smerdi fece una fine abbastanza triste perché una notte suo fratello lo sognò seduto sul trono, mentre con la testa toccava il cielo. Cambise, che qualche tara psichica l'aveva, la mattina dopo si alzò e mandò uno dei suoi segretari più fedeli ad ammazzare Smerdi, che sicuramente stava cercando di usurpare il trono mentre suo fratello re era andato a invadere l'Egitto.
Il segretario andò in Persia e fece fuori Smerdi, lo seppellì con le sue mani e tutti se ne dimenticarono. Tutti, tranne un altro Smerdi, che di sicuro voleva riabilitare il nome che lo legava al defunto. Questo Smerdi II era un Mago, del ceto dei Magi babilonesi, quelli dell'oro incenso e mirra. Smerdi II non aveva le orecchie, fra l'altro, perché gliele aveva fatte tagliare il re per non si sa quale reato. Allora, quando Cambise morì, Smerdi II si asserragliò nel palazzo e dichiarò di essere il vero Smerdi, che il segretario non aveva avuto il coraggio di uccidere, e che adesso il re era lui.
I Persiani, che erano un popolo strano e molto spirituale ma meno pratico dei Greci, gli credettero e lo lasciarono stare. Però Smerdi il Mago non si faceva vedere mai da nessuno al di fuori di un suo fratello Mago e dagli Eunuchi, che certo erano innocui, andava a letto con le sue donne a turno, sempre al buio e le teneva anche separate di giorno. Poi però le stanze del palazzo finirono e lui non poteva più tenere la gente in isolamento. E allora si sparse la notizia che forse stava facendo qualcosa di illegale, spacciandosi per il fratello di Cambise, Smerdi figlio di Ciro. Tutto questo divenne chiaro una notte, quando una delle mogli di Smerdi II, avvertita dal padre, accertò la mancanza delle orecchie del marito, mentre lui dormiva.
Il segretario che aveva davvero ammazzato il povero Smerdi si gettò giù dalla torre del palazzo perché volevano costringerlo a dire che aveva solo fatto finta. Intanto, mentre il poverino volava dalla torre, sette nobili si organizzarono per fare fuori Smerdi il Falso e lo ammazzarono a sciabolate, insieme a suo fratello e a una serie di Magi che per caso avevano incrociato le proprie vie con quelle degli smerdicidi. Poi decisero di eleggere re quello il cui cavallo avesse nitrito per primo all'alba del giorno dopo.
Lo scudiero di Dario fece montare al destriero del principe la sua cavalla preferita e poi la mattina dopo lo piazzò vicino al palo dove si era consumata l'ippico-epica notte d'amore. Il cavallo nitrì e Dario divenne il Gran Re che passò alla Storia al posto di Smerdi figlio di Ciro, fratello di Cambise.
Ogni anno, per secoli, in quella giornata i Persiani festeggiarono il "Massacro dei Magi", una festa molto sentita in cui i Magi ancora vivi -pochi- facevano meglio a restare a casa loro.
Quello che non è passato alla Storia, invece, è il fratello di Cambise figlio di Ciro. Il fratello di Cambise figlio di Ciro si chiamava Smerdi, che certo non è un nome col quale è facile o dignitoso passare alla Storia. E infatti Smerdi fece una fine abbastanza triste perché una notte suo fratello lo sognò seduto sul trono, mentre con la testa toccava il cielo. Cambise, che qualche tara psichica l'aveva, la mattina dopo si alzò e mandò uno dei suoi segretari più fedeli ad ammazzare Smerdi, che sicuramente stava cercando di usurpare il trono mentre suo fratello re era andato a invadere l'Egitto.
Il segretario andò in Persia e fece fuori Smerdi, lo seppellì con le sue mani e tutti se ne dimenticarono. Tutti, tranne un altro Smerdi, che di sicuro voleva riabilitare il nome che lo legava al defunto. Questo Smerdi II era un Mago, del ceto dei Magi babilonesi, quelli dell'oro incenso e mirra. Smerdi II non aveva le orecchie, fra l'altro, perché gliele aveva fatte tagliare il re per non si sa quale reato. Allora, quando Cambise morì, Smerdi II si asserragliò nel palazzo e dichiarò di essere il vero Smerdi, che il segretario non aveva avuto il coraggio di uccidere, e che adesso il re era lui.
I Persiani, che erano un popolo strano e molto spirituale ma meno pratico dei Greci, gli credettero e lo lasciarono stare. Però Smerdi il Mago non si faceva vedere mai da nessuno al di fuori di un suo fratello Mago e dagli Eunuchi, che certo erano innocui, andava a letto con le sue donne a turno, sempre al buio e le teneva anche separate di giorno. Poi però le stanze del palazzo finirono e lui non poteva più tenere la gente in isolamento. E allora si sparse la notizia che forse stava facendo qualcosa di illegale, spacciandosi per il fratello di Cambise, Smerdi figlio di Ciro. Tutto questo divenne chiaro una notte, quando una delle mogli di Smerdi II, avvertita dal padre, accertò la mancanza delle orecchie del marito, mentre lui dormiva.
Il segretario che aveva davvero ammazzato il povero Smerdi si gettò giù dalla torre del palazzo perché volevano costringerlo a dire che aveva solo fatto finta. Intanto, mentre il poverino volava dalla torre, sette nobili si organizzarono per fare fuori Smerdi il Falso e lo ammazzarono a sciabolate, insieme a suo fratello e a una serie di Magi che per caso avevano incrociato le proprie vie con quelle degli smerdicidi. Poi decisero di eleggere re quello il cui cavallo avesse nitrito per primo all'alba del giorno dopo.
Lo scudiero di Dario fece montare al destriero del principe la sua cavalla preferita e poi la mattina dopo lo piazzò vicino al palo dove si era consumata l'ippico-epica notte d'amore. Il cavallo nitrì e Dario divenne il Gran Re che passò alla Storia al posto di Smerdi figlio di Ciro, fratello di Cambise.
Ogni anno, per secoli, in quella giornata i Persiani festeggiarono il "Massacro dei Magi", una festa molto sentita in cui i Magi ancora vivi -pochi- facevano meglio a restare a casa loro.
cilidif | 23:04 | commenti
cassonetti della storia
mercoledì, 01 ottobre 2008
Cassonetti della Storia: l'Heroon di LevkandìC'era una volta un signore cieco che si chiamava Omero.
Omero sapeva un sacco di storie dei tempi andati ed era bravissimo a cucirle insieme per farne venire fuori dei lunghissimi racconti di guerra e di amore e di déi che sembravano le trapunte fatte di tanti quadrettoni di stoffa che le nonne regalano ai nipoti. Omero inoltre cantava benissimo e tutti i re più famosi dei suoi tempi lo chiamavano nelle loro corti per intrattenere gli ospiti mentre banchettavano.
Tutti quelli che sentivano Omero cantare le sue storie rimanevano talmente a bocca aperta che non appena tornavano a casa correvano subito a raccontarle ai loro bambini e ai loro amici. Fu così che Omero diventò famosissimo e anche quando morì le sue storie continuarono a essere raccontate in giro per le corti e i palazzi e le piazze, fino a che un ricco ateniese che si chiamava Pisistrato le fece mettere per iscritto una volta per tutte.
Una di queste storie raccontava di due ragazzi di nome Achille e Patroclo che erano amici, amici molto molto affezionati, e che un bel giorno furono chiamati a partire per una guerra insieme. Achille e Patroclo combatterono per dieci anni sempre uno a fianco dell'altro fino a che a Patroclo capitò di essere colpito a morte durante una battaglia con un guerriero molto forte di nome Ettore, che l'aveva scambiato per il suo amico Achille. Così Patroclo morì da giovane su quel campo di battaglia pieno di gente e cavalli e sangue dappertutto e scudi abbandonati ed elmi vuoti.
Achille era talmente distrutto per quello che era capitato (e si sentiva anche un po' in colpa), che decise di ripagare il suo amico del sacrificio organizzandogli il funerale più ricco e fastoso che si fosse mai visto. Invitò alla cerimonia tutti i guerrieri greci più forti e famosi, con le loro armature di bronzo tutte lavorate, i soldati valorosi e sconosciuti che avevano costituito il battaglione dell'amico e i capi della spedizione (che erano fratelli). Siccome ai tempi fare una festa per un funerale non era una cosa irrispettosa, Achille organizzò anche un sacco di gare sportive a cui potevano partecipare tutti i guerrieri e un banchetto lunghissimo dove si mangiò e si bevve per giorni. Alla fine venne il momento di seppellire Patroclo, che intanto era stato lavato, unto e vestito con i suoi panni migliori per essere esposto e ammirato da tutti come l'eroe che aveva dato la sua vita per i greci. Achille prese il corpo e lo mise su una pira, una grossa montagna di legna, che fu accesa. Siccome le pire che si facevano una volta non riuscivano a bruciare proprio tutto il corpo, di Patroclo amico di Achille restarono le ceneri, le ossa più lunghe e il teschio. Achille prese i resti del suo compagno e li avvolse in un panno di lino, che era una fibra talmente resistente da avere la fama di essere eterna. E visto che era eterna, la gente la usava per avvolgerci i morti. L'involto di lino fu poi messo in un vaso preziosissimo di metallo decorato e dopo altre preghiere e sacrifici Achille lo seppellì nella terra, insieme ai suoi cavalli e a dieci prigionieri avversari, che gli sembrava giusto sacrificare per l'onore dell'amico ucciso.
Così Patroclo e il suo funerale diventarono da storia leggenda e da leggenda classico e anche mia nonna sa che Achille si vendicò del suo migliore amico uccidendo Ettore.
Ma quello che mia nonna non sa è che circa vent'anni fa su un'isola dell'Egeo, in un luogo che si chiama oggi Levkandì, ma allora si chiamava Xeropolis e poi Eretria, certi archeologi trovarono una casa molto grande e rettangolare. C'era un portico, una stanza principale e uno stanzino sul retro. Al centro della stanza principale c'era un monticello di terra. E dentro al monticello di terra gli archeologi scoprirono un bel po' di cosine, tra cui quattro cavalli, un piccolo tesoro costituito da oggetti ornamentali di fattura orientale, una lancia, un coltello, suppellettili femminili e lo scheletro seppellito di una donna. Vicino alla donna gli archeologi trovarono un vaso di metallo decorato. E dentro il vaso c'era un involto di lino. Il lino conteneva un mucchietto di ceneri, un teschio e un po' di ossa abbastanza lunghe. Di un uomo. Seppellito lì con tutti gli onori di un eroe, con tutte le sue cose più preziose e con quattro cavalli, che servivano al trasporto e alla guerra e di certo sacrificarne quattro in un colpo faceva il suo effetto.
Quel posto lo chiamarono Heroon, che significa "luogo di culto dell'eroe", e ancora ci si chiede se la costruzione venne dopo la sepoltura o se quell'uomo fu seppellito in casa sua, un edificio di 14x50 metri che non doveva più essere usato se non come dimora finale del suo padrone. Certo è che quasi tutti conoscono la triste storia di Achille che seppellì Patroclo con tutti gli onori dell'eroe e del signore di genti che era, ma quasi nessuno sa che a Levkandì c'è un quadrato di terra con dentro un Patroclo dimenticato per duemila e novecento anni sotto il sole e la pioggia e la neve.
Omero sapeva un sacco di storie dei tempi andati ed era bravissimo a cucirle insieme per farne venire fuori dei lunghissimi racconti di guerra e di amore e di déi che sembravano le trapunte fatte di tanti quadrettoni di stoffa che le nonne regalano ai nipoti. Omero inoltre cantava benissimo e tutti i re più famosi dei suoi tempi lo chiamavano nelle loro corti per intrattenere gli ospiti mentre banchettavano.
Tutti quelli che sentivano Omero cantare le sue storie rimanevano talmente a bocca aperta che non appena tornavano a casa correvano subito a raccontarle ai loro bambini e ai loro amici. Fu così che Omero diventò famosissimo e anche quando morì le sue storie continuarono a essere raccontate in giro per le corti e i palazzi e le piazze, fino a che un ricco ateniese che si chiamava Pisistrato le fece mettere per iscritto una volta per tutte.
Una di queste storie raccontava di due ragazzi di nome Achille e Patroclo che erano amici, amici molto molto affezionati, e che un bel giorno furono chiamati a partire per una guerra insieme. Achille e Patroclo combatterono per dieci anni sempre uno a fianco dell'altro fino a che a Patroclo capitò di essere colpito a morte durante una battaglia con un guerriero molto forte di nome Ettore, che l'aveva scambiato per il suo amico Achille. Così Patroclo morì da giovane su quel campo di battaglia pieno di gente e cavalli e sangue dappertutto e scudi abbandonati ed elmi vuoti.
Achille era talmente distrutto per quello che era capitato (e si sentiva anche un po' in colpa), che decise di ripagare il suo amico del sacrificio organizzandogli il funerale più ricco e fastoso che si fosse mai visto. Invitò alla cerimonia tutti i guerrieri greci più forti e famosi, con le loro armature di bronzo tutte lavorate, i soldati valorosi e sconosciuti che avevano costituito il battaglione dell'amico e i capi della spedizione (che erano fratelli). Siccome ai tempi fare una festa per un funerale non era una cosa irrispettosa, Achille organizzò anche un sacco di gare sportive a cui potevano partecipare tutti i guerrieri e un banchetto lunghissimo dove si mangiò e si bevve per giorni. Alla fine venne il momento di seppellire Patroclo, che intanto era stato lavato, unto e vestito con i suoi panni migliori per essere esposto e ammirato da tutti come l'eroe che aveva dato la sua vita per i greci. Achille prese il corpo e lo mise su una pira, una grossa montagna di legna, che fu accesa. Siccome le pire che si facevano una volta non riuscivano a bruciare proprio tutto il corpo, di Patroclo amico di Achille restarono le ceneri, le ossa più lunghe e il teschio. Achille prese i resti del suo compagno e li avvolse in un panno di lino, che era una fibra talmente resistente da avere la fama di essere eterna. E visto che era eterna, la gente la usava per avvolgerci i morti. L'involto di lino fu poi messo in un vaso preziosissimo di metallo decorato e dopo altre preghiere e sacrifici Achille lo seppellì nella terra, insieme ai suoi cavalli e a dieci prigionieri avversari, che gli sembrava giusto sacrificare per l'onore dell'amico ucciso.
Così Patroclo e il suo funerale diventarono da storia leggenda e da leggenda classico e anche mia nonna sa che Achille si vendicò del suo migliore amico uccidendo Ettore.
Ma quello che mia nonna non sa è che circa vent'anni fa su un'isola dell'Egeo, in un luogo che si chiama oggi Levkandì, ma allora si chiamava Xeropolis e poi Eretria, certi archeologi trovarono una casa molto grande e rettangolare. C'era un portico, una stanza principale e uno stanzino sul retro. Al centro della stanza principale c'era un monticello di terra. E dentro al monticello di terra gli archeologi scoprirono un bel po' di cosine, tra cui quattro cavalli, un piccolo tesoro costituito da oggetti ornamentali di fattura orientale, una lancia, un coltello, suppellettili femminili e lo scheletro seppellito di una donna. Vicino alla donna gli archeologi trovarono un vaso di metallo decorato. E dentro il vaso c'era un involto di lino. Il lino conteneva un mucchietto di ceneri, un teschio e un po' di ossa abbastanza lunghe. Di un uomo. Seppellito lì con tutti gli onori di un eroe, con tutte le sue cose più preziose e con quattro cavalli, che servivano al trasporto e alla guerra e di certo sacrificarne quattro in un colpo faceva il suo effetto.
Quel posto lo chiamarono Heroon, che significa "luogo di culto dell'eroe", e ancora ci si chiede se la costruzione venne dopo la sepoltura o se quell'uomo fu seppellito in casa sua, un edificio di 14x50 metri che non doveva più essere usato se non come dimora finale del suo padrone. Certo è che quasi tutti conoscono la triste storia di Achille che seppellì Patroclo con tutti gli onori dell'eroe e del signore di genti che era, ma quasi nessuno sa che a Levkandì c'è un quadrato di terra con dentro un Patroclo dimenticato per duemila e novecento anni sotto il sole e la pioggia e la neve.
cilidif | 12:58 | commenti
scoperte, acta scholastica, cassonetti della storia
lunedì, 08 settembre 2008
I cassonetti della Storia: capitolo primoIn queste settimane ho studiato tanto. E nel voltare incommensurabile delle pagine, mi sono scorsi sotto gli occhi tanti nomi, tanti fatti, tante vite di cui nessuno si preoccupa. Quelle vite, quei fatti, quei nomi confinati nei paragrafi, fratelli minori dei più importanti, che vanno nei capitoli.
E allora dei capitoli si ricordano tutti, i capitoli te li chiedono agli esami, sui capitoli si scrivono monografie, saggi, tesi, pamphlets, temini di scuola, temi di maturità e pagine di WIkipedia.
Io voglio occuparmi dei Paragrafi.
Sarebbe un peccato lasciar andare via il gusto di novità che ti dà la scoperta di una cosa nuova, di cui non si occupa quasi nessuno.
Per esempio...
Hypnerotomachia Polyphili: è questa storia d'amore di sapore un po' pastorale, un po' lasciva, un po' didattica. Polifilo è un tizio che una sera va a dormire e mentre dorme sogna di viaggiare in una selva di quelle dove andavano a finire gli intellettuali sbandati da Dante in poi. E in questa selva Polifilo affronta tutte le varie tappe della queste di un cavaliere vecchio stampo. Nel secondo capitolo, Polia, la sua fidanzata, racconta di persona la loro storia d'amore. L'autore si chiama Enea Silvio Piccolomini, che oltre ad aver ispirato un personaggio a Italo Calvino, è anche diventato papa con il nome di Pio II.
Ci sentiamo al prossimo Cassonetto.
E allora dei capitoli si ricordano tutti, i capitoli te li chiedono agli esami, sui capitoli si scrivono monografie, saggi, tesi, pamphlets, temini di scuola, temi di maturità e pagine di WIkipedia.
Io voglio occuparmi dei Paragrafi.
Sarebbe un peccato lasciar andare via il gusto di novità che ti dà la scoperta di una cosa nuova, di cui non si occupa quasi nessuno.
Per esempio...
Hypnerotomachia Polyphili: è questa storia d'amore di sapore un po' pastorale, un po' lasciva, un po' didattica. Polifilo è un tizio che una sera va a dormire e mentre dorme sogna di viaggiare in una selva di quelle dove andavano a finire gli intellettuali sbandati da Dante in poi. E in questa selva Polifilo affronta tutte le varie tappe della queste di un cavaliere vecchio stampo. Nel secondo capitolo, Polia, la sua fidanzata, racconta di persona la loro storia d'amore. L'autore si chiama Enea Silvio Piccolomini, che oltre ad aver ispirato un personaggio a Italo Calvino, è anche diventato papa con il nome di Pio II.
Ci sentiamo al prossimo Cassonetto.
cilidif | 22:17 | commenti
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