Puzzy arriva e da dietro le mie spalle legge i miei appunti: "Isola delle pecore giganti"
Puzzy: –Madonna, vai all'Università e sembra che studi le barzellette.–
Dopo di che se ne va in cucina a finire le sue tavole di pezzi di motore.
Il Nonno ritira dal meccanico la sua auto, con la ricevuta della manutenzione che sembra l'elenco della spesa per il Cenone di Capodanno a Napoli.
Poi, dopo un mese, esce finalmente in auto per le strade alto lombarde.
E il motore CADE a terra da sotto.
S'è riso tutti molto. Nonno a parte.
Cilidif ore 13.30 "Allora cos'hai fatto a scuola?"
Puzzy "Ginnastica"
Cilidif "Ah! E poi?"
Puzzy "Niente, casino"
E tu che sei una persona in carne ossa e cervello ti cibi della finzione e della falsità sperando che nessuno si accorga dello schifo che emani e del male che fai a chi pensava di fidarsi di te. Vergognati sulle lacrime che io ho visto e tu no perché non hai neanche il coraggio di farti rivedere. Vergognati sui regali finti che hai portato per dire che avevi fatto la tua parte - e dopo due mesi di te neanche l'ombra.
Vergognati della sfiducia che hai seminato intorno a te.
Perché essere giovani non vuol dire fare cazzate e non doverne rendere conto.
Magari potresti imparare a leggere invece di rincoglionirti a spese del sudore degli altri.
Ringrazio chi di dovere per non avere amici come te.
ore 10.30 si è alzato
ore 10.45 è uscito in cortile
ore 11.45-12-50 ha cercato di aggiustare un decespugliatore rotto e di stanare un porcospino nascosto tra gli attrezzi del Nonno
ore 12.50-13.30 ha pranzato
ore 13.30-15 ha giocato al nuovo cult del genocidio, Grand Theft Auto 4
ore 15-15,15 ha letto la tesina
ore 15.15-17.45 ha continuato ad aggiustare il decespugliatore rotto, fino all'ottenimento del risultato
ore 17.45-18 ha letto la tesina.
ore 18-19.20 bicicross nei dintorni di casa
cena
ore 20-22.30 bicicross serale
ore 22.30-23.30 se ne sono perse le tracce, forse è sotto la doccia.
Adesso mi chiama perché vorrebbe imparare qualcosa sull'uso della punteggiatura, in vista dell'importante ricorrenza di domani.
Cilidif che alla fine non ha avuto il coraggio di installarsi nelle scarpe-rampa di lancio ed ha fatto il suo dovere di madrina con un paio di comode ballerine bianche e nere. Cipollino è stato bravo, nel complesso (prima dormiva, poi ha fatto cacca, poi si è mangiucchiato il bavero della giacchina), e Mimmi (la sorellina maggiore) ha imparato la sua decima parola: "Mah".
Due le riflessioni conclusive. Uno: la Madre dovrebbe imparare che prima di scattare una foto tendenzialmente si dovrebbe mettere a fuoco; due: Cilidif spera che le proprie tendenze anticlericali non influiscano troppo sulla vita spirituale del suo protetto Cipollino.
E così ho riesumato dal fondo dell'armadio un paio di scarpe dal tacco vertiginoso, le uniche che stanno bene con il vestito bianco e nero con cui farò da madrina al Cipollino. La scelta iniziale era ricaduta su una casacca verde pisello intensissimo, pantaloni al ginocchio color panna e piedi probabilmente nudi e felici. Invece no. La Madre e una serie di vanità e tradizioni vogliono la madrina elegante. Io non sono elegante. Sono originale e a volte carina, ma non elegante nel senso di perfetta. Io non sono fatta per queste cose. La sicurezza di essere ricordata per sempre, in caso di caduta dalle scarpe e quindi morte, è parzialmente rovinata dal fatto che di sicuro finirò sull'albo dei Darwin Awards.
"Hanno subito l'immigrazione: ora vivono nelle riserve. PENSACI"
Segue disegnino di indiano pellerossa Geronimo con piume in testa.
Segue un simbolo di partito: Lega Nord.
Tutto questo, oggi, 11 aprile 2008, su Msn.
Sottofondo (made by Puzzy dj): "Le tagliatelle di nonna Pina" remix; la canzone del Parmigiano reggiano; la registrazione dell'ultimo rigore dei mondiali del 2006 con Bergomi che dice "Oggi vogliamoci tutti bene, perché stasera abbiamo vinto tutti"; la Madre che rientra dal lavoro e la senti a due piani di distanza che urla "sono tornata chi c'è di sopra?"; Nicoletta di RTL che commenta "Questo è un weekend importante perché si vota"; l'imprecazione di fine zapping musicale di Puzzy "Zio Calamaio".
Vi lascio per andare a preparare la cena, con l'immagine di Bossi e Maroni in una riserva dell'Aspromonte (ciupa), vestiti di pelli e piume. Gli unici che meriterebbero la riserva.
La citazione colta del titolo appartiene a un film di pregio, pluripremiata pellicola della provincia norditalica in cui vivo. Vivevo. Ogni tanto vivo. Insomma. Questo per dire che oggi io e il Nonno, un esemplare di Essere Umano in via d'estinzione per la Bontà che lo caratterizza, siamo andati in spedizione a Busto Arsizio, la Terra di Merdor, per portare Mela in assistenza. Il Nonno viene a prendermi a casa di un'amica, senza navigatore satellitare, attrezzino indispensabile per trovare la via desiderata, nel mare di stradine e stradette della mediogrande cittadina.
Cilidif - Nonno perché sei senza navigatore?
Nonno - Con la lingua in bocca si va dappertutto, una volta come credi che facevamo?
Cilidif - Con le cartine.
Nonno - Va' là.
Partiamo, raggiungiamo Busto. Fermi a un semaforo.
Nonno - Secondo me via Torino è verso di là. indica
Cilidif - Perchè scusa?!
Nonno - Perché Torino è da quella parte.
Finiamo in via Palermo. Il Nonno vede un distinto signore in giacca e cappello. Chiede. Seguiamo le informazioni. Sbuchiamo in una via senza nome, all'altezza del numero 39. Pare che sia la via che ci indicava il signore col cappello.
Cilidif - Nonno vai che cerchiamo il 15, mi sa che ci siamo quasi.
Nonno - ...
All'altezza del 27, il Nonno si stufa.
Nonno - Questa non è via Torino.
Cilidif - Perchè? Hai visto un cartello?
Nonno - no.
Cilidif - Allora come lo sai?
Nonno - Lo so. Tono che non ammette repliche
Svolta in una via. Scende. Tutte le automobili bustesi ci suonano il clacson per la posizione infelice scelta per la sosta. Noi ce ne freghiamo. Una signora si affaccia al balconcino di un palazzo.
Nonno - Signora! Scusi! Via Torino?
Seguiamo le indicazioni. Finiamo di nuovo sulla via abbandonata per un presentimento fasullo. All'altezza del 21, un divieto d'accesso. Inversione. Percorriamo la via in senso opposto. Fermiamo un uomo dal curioso ombrello arcobaleno. Il divieto si può aggirare facendo così e cosà. Lo facciamo. Spuntiamo sull'altro pezzo di questa misteriosa via Torino.
Al numero 15, la porta reca un'inconfondibile mela rossa morsicata e la scritta Apple computer balena rassicurante poco sotto. Un sorriso mi si apre attraverso la pioggia.
Nonno - Ma cos'è 'sta mela?
Cilidif - E' una marca di computer.
Nonno - Una mela?!
Si è (semi)convinto solo più tardi, quando gli ho mostrato i due iPod che possiedo, marcati con lo stesso inappropriato simbolo.
Ho esultato.
Ha usato un congiuntivo in una interrogativa indiretta vera...forse nel registro familiare nemmeno io l'avrei usato.
Laudate Dominum.
