Diari pisani
giovedì, 16 luglio 2009
Solo per intenditoriBREE SHARP
- DAVID DUCHOVNY -
It's Sunday night, I am curled up in my room
The tv light fills my heart like a balloon
I hold it in best I can, I know I'm just another fan
But I can't help feeling I could love this secret agent man
And I can't wait anymore for him to discover me
I got it bad for David Duchovny
David Duchovny, why won't you love me?
Why won't you love me?
My friends all tell me "Girl you know it's just a show,"
But deep within his eyes I see me wrapped up like a bow
Watching the sky for a sign, the FBI's on my mind
I'm waiting for the day when my lucky stars align
In the form of David Duchovny floating above me
In the alien light of the spaceship of love
David Duchovny, hovering above me
American Heathcliff, brooding and coming
David Duchovny, why won't you love me
Why won't you love me, why won't you love me?
So smooth and so smart, he's abducted my heart
And I'm falling apart from the looks I've received from those eyes
I can't believe, well you can say I'm naive
But he told me to believe
My bags are packed, I am ready for my flight
Gonna put an end to my daydream days and sleepless nights
Sitting like a mindless clone, wishing he would tap my phone
Just to hear the breath of the man, the myth, the monotone
And I would say David Duchovny, why won't you love me
Why won't you love me, why won't you love me?
David Duchovny, why won't you love me
Why won't you love me, why won't you love me?
David Duchovny, I want you to love me
To kiss and to hug me, debrief and debug me
David Duchovny, I know you could love me
I'm sweet and I'm cuddly
I'm gonna kill Scully
David Duchovny, why won't you love me
Why won't you love me, why won't you love me?
- DAVID DUCHOVNY -
It's Sunday night, I am curled up in my room
The tv light fills my heart like a balloon
I hold it in best I can, I know I'm just another fan
But I can't help feeling I could love this secret agent man
And I can't wait anymore for him to discover me
I got it bad for David Duchovny
David Duchovny, why won't you love me?
Why won't you love me?
My friends all tell me "Girl you know it's just a show,"
But deep within his eyes I see me wrapped up like a bow
Watching the sky for a sign, the FBI's on my mind
I'm waiting for the day when my lucky stars align
In the form of David Duchovny floating above me
In the alien light of the spaceship of love
David Duchovny, hovering above me
American Heathcliff, brooding and coming
David Duchovny, why won't you love me
Why won't you love me, why won't you love me?
So smooth and so smart, he's abducted my heart
And I'm falling apart from the looks I've received from those eyes
I can't believe, well you can say I'm naive
But he told me to believe
My bags are packed, I am ready for my flight
Gonna put an end to my daydream days and sleepless nights
Sitting like a mindless clone, wishing he would tap my phone
Just to hear the breath of the man, the myth, the monotone
And I would say David Duchovny, why won't you love me
Why won't you love me, why won't you love me?
David Duchovny, why won't you love me
Why won't you love me, why won't you love me?
David Duchovny, I want you to love me
To kiss and to hug me, debrief and debug me
David Duchovny, I know you could love me
I'm sweet and I'm cuddly
I'm gonna kill Scully
David Duchovny, why won't you love me
Why won't you love me, why won't you love me?
cilidif | 02:34 | commenti (2)
musica, inclassificabili
mercoledì, 15 luglio 2009
Chariots of FireSempre in tema musicale.
Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché inizio a ridere senza controllo ogni qualvolta ascolti Chariots of Fire, di Vangelis. La colonna sonora di Momenti di Gloria, per intenderci.
E' uno dei fatti più random della mia vita, oltre al fatto che non dormo con le braccia penzoloni dal letto perché temo che qualcosa da sotto possa tirarmi giù.
Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché inizio a ridere senza controllo ogni qualvolta ascolti Chariots of Fire, di Vangelis. La colonna sonora di Momenti di Gloria, per intenderci.
E' uno dei fatti più random della mia vita, oltre al fatto che non dormo con le braccia penzoloni dal letto perché temo che qualcosa da sotto possa tirarmi giù.
cilidif | 19:53 | commenti
musica, cogito
Ho sempre ascoltato molta musica. Moltissima. Mio padre non partiva se la radio non era accesa e sintonizzata perfettamente ed io sono cresciuta alla sua scuola. Ho passato domeniche pomeriggio intere a riordinare i vinili degli album più celebri degli anni '70 e '80: Pink Floyd, Eagles, Stones, Santana, una marea di altri che è inutile elencare e che ora riempiono i miei 20 giga di libreria digitale.
Non c'è viaggio che incominci e finisca senza una sua canzone.
Non c'è evento della mia vita a cui non possa associare una colonna sonora. Da quando sono stata mollata a quando preparavo un certo esame. Colonne sonore di vacanze, periodi, stati d'animo pre e post adolescenziali. Le canzoni che in cinque anni ho intonato col mio coro praticamente ovunque: piazze, chiostri, chiese, teatri, aule magne, balconate.
La prima canzone che ho imparato a suonare al pianoforte arrangiandola da sola. Quella che ho suonato più spesso. Quella che ogni volta mi ci vogliono tre ore per prendere la prima nota della melodia.
Poi ci sono i brani che scelgo per i miei video e che riascolto mille volte mentre lavoro e che poi odio, video compreso, e sono costretta a dimenticarle per almeno un paio di mesi.
Ci sono anche quelle canzoni che risalgono a qualche momento della mia incoscienza musicale e che mi ritrovo in mente perché riascoltate per caso, magari dopo averle canticchiate per anni senza rendermi conto di cosa fossero e cosa dicessero. Poi, la scoperta, casuale appunto.
Una di queste canzoni è "I'm Horny". Spero con tutto il cuore di non averla mai cantata a voce troppo alta in qualche posto non consono.
Non c'è viaggio che incominci e finisca senza una sua canzone.
Non c'è evento della mia vita a cui non possa associare una colonna sonora. Da quando sono stata mollata a quando preparavo un certo esame. Colonne sonore di vacanze, periodi, stati d'animo pre e post adolescenziali. Le canzoni che in cinque anni ho intonato col mio coro praticamente ovunque: piazze, chiostri, chiese, teatri, aule magne, balconate.
La prima canzone che ho imparato a suonare al pianoforte arrangiandola da sola. Quella che ho suonato più spesso. Quella che ogni volta mi ci vogliono tre ore per prendere la prima nota della melodia.
Poi ci sono i brani che scelgo per i miei video e che riascolto mille volte mentre lavoro e che poi odio, video compreso, e sono costretta a dimenticarle per almeno un paio di mesi.
Ci sono anche quelle canzoni che risalgono a qualche momento della mia incoscienza musicale e che mi ritrovo in mente perché riascoltate per caso, magari dopo averle canticchiate per anni senza rendermi conto di cosa fossero e cosa dicessero. Poi, la scoperta, casuale appunto.
Una di queste canzoni è "I'm Horny". Spero con tutto il cuore di non averla mai cantata a voce troppo alta in qualche posto non consono.
cilidif | 19:32 | commenti
musica
lunedì, 17 novembre 2008
Gloria da stronziC'è questa canzone di Guccini. La scrisse quando un critico gli disse che da Stanze di vita quotidiana emergeva un poeta opaco, un cantautore ormai venduto, uno che non aveva più niente da dire e viveva della disillusione del suo passato. Guccini si arrabbiò e il risultato è che adesso questa canzone esiste e i due sono diventati amici. Tutte le volte che ascolto l'Avvelenata mi proietto dentro quelle parole e in esse leggo la vicenda concreta che la produsse, ma anche qualcos'altro. Che poi è quel chiedere insistente di rendere conto alla realtà , di spiegarla, di cambiarla anche. E quella recriminazione di inutilità , di vuoto pratico, di incapacità di fare i conti con il presente e quell'accusa di vendersi, di vendere la propria anima e il sentire tutto particolare della propria persona alle cause superficiali che regolano i tempi. Queste le accuse.
Questa la difesa:
L'avvelenata
Ma se io avessi previsto tutto questo,
(dati cause e pretesto) le attuali conclusioni,
credete che per questi quattro soldi,
questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni
va be', lo ammetto che mi son sbagliato
e accetto i crucifige e così sia
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia
il primo che ha studiato.
Mio padre forse aveva anche ragione,
a dire che la pensione e davvero importante
mia madre non aveva poi sbagliato,
a dir che un laureato conta più di un cantante
giovane e ingenuo io ho perso la testa
sian stati i libri, o il mio provincialismo
e un cazzo in culo e accuse di arrivismo, dubbi di qualunquismo
son quello che mi resta.
Voi critici, voi personaggi austeri
militanti severi, chiedo scusa a 'vossia'
però non ho mai detto che a canzoni
si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso e come posso
quando ne ho voglia, senza applausi o fischi
vendere o no 'non passa' fra i miei rischi,
non comprate i miei dischi
e sputatemi addosso.
Secondo voi, ma a me cosa mi frega
di assumermi la bega di star quassù a cantare
godo molto di più nell'ubriacarmi,
oppure a masturbarmi, o al limite a scopare
se son d'umore nero allora scrivo
frugando dentro alle nostre miserie,
di solito ho da fare cose più serie,
costruir su macerie, o mantenermi vivo.
Io tutto, io niente, io stronzo ed io ubriacone,
io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale,
io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista
io frocio, io perché canto so imbarcare
io falso, io vero, io genio e io cretino,
io solo, qui, alle quattro del mattino,
l'angoscia e un po' di vino
e voglia di bestemmiare.
Secondo voi, ma chi me lo fa fare,
di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento
ovvio il medico dice «sei depresso»,
nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento
e io ho sempre detto che era un gioco
sapere usare o no d'un certo metro
compagni il gioco si fa teso e tetro,
comprate il mio didietro,
io lo vendo per poco.
Colleghi cantautori, eletta schiera
che si vende alla sera per un po' di milioni
voi che siete capaci, fate bene,
ad aver le tasche piene, e non solo i coglioni,
che cosa posso dirvi? andate e fate,
tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete,
un Bertoncelli o un prete
a sparare cazzate.
Ma se io avessi previsto tutto questo
(dati causa e pretesto) forse farei lo stesso
mi piace far canzoni e bere vino,
mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto
dei panni che son solito portare
ho tante cose ancor da raccontare per chi vuol ascoltare,
e a culo tutto il resto.
E ogni volta in questo testo ritrovo me stessa, studentessa di Lettere in una società in cui si chiede l'Utilità , oppure il Guadagno, oppure la semplice e gratuita Passività .
Questa la difesa:
L'avvelenata
Ma se io avessi previsto tutto questo,
(dati cause e pretesto) le attuali conclusioni,
credete che per questi quattro soldi,
questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni
va be', lo ammetto che mi son sbagliato
e accetto i crucifige e così sia
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia
il primo che ha studiato.
Mio padre forse aveva anche ragione,
a dire che la pensione e davvero importante
mia madre non aveva poi sbagliato,
a dir che un laureato conta più di un cantante
giovane e ingenuo io ho perso la testa
sian stati i libri, o il mio provincialismo
e un cazzo in culo e accuse di arrivismo, dubbi di qualunquismo
son quello che mi resta.
Voi critici, voi personaggi austeri
militanti severi, chiedo scusa a 'vossia'
però non ho mai detto che a canzoni
si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso e come posso
quando ne ho voglia, senza applausi o fischi
vendere o no 'non passa' fra i miei rischi,
non comprate i miei dischi
e sputatemi addosso.
Secondo voi, ma a me cosa mi frega
di assumermi la bega di star quassù a cantare
godo molto di più nell'ubriacarmi,
oppure a masturbarmi, o al limite a scopare
se son d'umore nero allora scrivo
frugando dentro alle nostre miserie,
di solito ho da fare cose più serie,
costruir su macerie, o mantenermi vivo.
Io tutto, io niente, io stronzo ed io ubriacone,
io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale,
io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista
io frocio, io perché canto so imbarcare
io falso, io vero, io genio e io cretino,
io solo, qui, alle quattro del mattino,
l'angoscia e un po' di vino
e voglia di bestemmiare.
Secondo voi, ma chi me lo fa fare,
di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento
ovvio il medico dice «sei depresso»,
nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento
e io ho sempre detto che era un gioco
sapere usare o no d'un certo metro
compagni il gioco si fa teso e tetro,
comprate il mio didietro,
io lo vendo per poco.
Colleghi cantautori, eletta schiera
che si vende alla sera per un po' di milioni
voi che siete capaci, fate bene,
ad aver le tasche piene, e non solo i coglioni,
che cosa posso dirvi? andate e fate,
tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete,
un Bertoncelli o un prete
a sparare cazzate.
Ma se io avessi previsto tutto questo
(dati causa e pretesto) forse farei lo stesso
mi piace far canzoni e bere vino,
mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto
dei panni che son solito portare
ho tante cose ancor da raccontare per chi vuol ascoltare,
e a culo tutto il resto.
E ogni volta in questo testo ritrovo me stessa, studentessa di Lettere in una società in cui si chiede l'Utilità , oppure il Guadagno, oppure la semplice e gratuita Passività .
cilidif | 14:29 | commenti
musica, cogito
giovedì, 13 novembre 2008
Dark road, Annie LennoxIt's a dark road and a dark way that leads to my house
And the word says, you never gonna find me there, oh no
I've got an open door, it didn't get there by itself
It didn't get there by itself
There's a feelin' but you're not feelin' it at all
There's a meanin' but you're not listenin' any more
I look at that open road, I'm gonna walk there by myself
And if you catch me, I might try to run away
You know I can't be here too long
And if you let me I might try to make you stay
Seems you never realize a good thing till it's gone
Maybe I'm still searchin' but I don't know what it means
All the fires of destruction are still burnin' in my dreams
There's no water that can wash away this longin' to come clean
I can't find the joy within in my soul, it's just sadness takin' hold
I wanna come in from the cold and make myself renewed again
It takes strength to live this way, the same old madness everyday
I wanna kick these blues away, I wanna learn to live again
It's a dark road and a dark way that leads to my house
And the word says, you never gonna find me there, oh no
I've got an open door, it didn't get there by itself
It didn't get there by itself.
And the word says, you never gonna find me there, oh no
I've got an open door, it didn't get there by itself
It didn't get there by itself
There's a feelin' but you're not feelin' it at all
There's a meanin' but you're not listenin' any more
I look at that open road, I'm gonna walk there by myself
And if you catch me, I might try to run away
You know I can't be here too long
And if you let me I might try to make you stay
Seems you never realize a good thing till it's gone
Maybe I'm still searchin' but I don't know what it means
All the fires of destruction are still burnin' in my dreams
There's no water that can wash away this longin' to come clean
I can't find the joy within in my soul, it's just sadness takin' hold
I wanna come in from the cold and make myself renewed again
It takes strength to live this way, the same old madness everyday
I wanna kick these blues away, I wanna learn to live again
It's a dark road and a dark way that leads to my house
And the word says, you never gonna find me there, oh no
I've got an open door, it didn't get there by itself
It didn't get there by itself.
cilidif | 23:44 | commenti
musica
domenica, 09 novembre 2008
Cercasi ponteIn questa notte fredda e nordica in cui quasi, anzi, di sicuro, sento la mancanza della mia camera, del mio lavandino, della mia lampada, del mio bollitore; in questa fredda e laboriosa notte in cui sento di odiare Youtube perché osa bannare solo i miei video che non fanno male a nessuno e sono solo il frutto del mio lavoro e della mia passione e non sa neanche cos'è il fair use; ecco, stanotte, spulciando iTunes, mi rendo conto di avere in libreria delle canzoni e degli autori che non fanno che gettare in una pozzanghera tutta la mia voglia di vivere, ogni qualvolta le ascolti. Potrei fare una classifica, ma siccome rischierei di andare alla ricerca di un ponte abbastanza alto, una volta terminato il lavoro, cito in ordine sparso i suddetti piccoli preziosi tesori dello squallore quotidiano della vita, dell'amore, della natura.
Cominciamo con The blower's daughter, by Damien Rice: già dal tono scazzato con cui inizia "And so it is" e poi prosegue con "life goes easy on me", si capisce che prima di tutto la vita a lui non è che gli scorra tanto piana e indifferente come dice, se non altro perché poi non fa che ripetere "no love no glory no hero" etc. E poi conclude lamentandosi che proprio "I can't take my eyes off of you", e allora tanto valeva che ammettesse di essere psicologicamente a pezzi già da prima.
Leonard Cohen: tutto di lui mi deprime. Non disprezzo la poesia, la delicatezza, le immagini condensate in un oggetto - The famous blue raincoat - . Ma la voce no. No. Non riesco a sostenere il tono in cui agonizza "The rain falls down on last year's men". E la povera Marianne, il cui nome viene invocato con lo sfondo del coretto di voci bianche. Leonard Cohen mi rovescia in testa una secchiata di squallido pessimismo, ora e sempre.
E veniamo al vecchio Brian. Adams, si intende. Belle canzoni, perfette colonne sonore per gente che sta sulle prue dei transatlantici a braccia aperte, incurante del vento a seimila nodi e del pericolo di precipitare in basso, finendo tristemente tranciati dalle potenti eliche di inizio Novecento. Brian ha analizzato tutte le luci e le ombre dell'amore, da quando dice "Can't stop this thing we started" a quando sfocia nell'impeto zerbinistico di "Everything I do, I do it for you" a quando si fa l'esame di coscienza e conclude "All for love". Poi scorri tra i titoli e ti chiedi se "We're gonna win" l'ha scritta una sera che c'era il Superbowl davanti a una pizza col ketchup al posto del pomodoro.
Che poi.
C'è anche il deprimente-costruttivo, che per me significa certo Neil Young (Harvest Moon, Only the Love can break your heart), o Mad World sia nella versione Tears for Fears che nelle varie cover acustiche. Oppure Hope for the Hopeless di Fine Frenzy, che mi fa sempre guardare avanti con un occhio di fiducia nel futuro. O certi Pink Floyd, quando chiamano "Hey you" e invocano quel "Don't help them to bury the light, don't give in without a fight". Il deprimente costruttivo è Io vagabondo, tanto per citare un italiano. E' Alanis Morrissette che ricomincia da capo, "But this time I as I, not as we".
E poi c'è Teenage Wasteland, che se stai per buttarti giù ti strappa via dalla balaustra e con uno schiaffo ti sbatte nella vita, di nuovo al suono di "Out here in the fields/ I fight for my meals/ I get my back into my living" e giustamente ti ricorda che non c'è da combattere per dimostrare che hai ragione. E che non hai bisogno di essere perdonato. Da nessuno.
Cominciamo con The blower's daughter, by Damien Rice: già dal tono scazzato con cui inizia "And so it is" e poi prosegue con "life goes easy on me", si capisce che prima di tutto la vita a lui non è che gli scorra tanto piana e indifferente come dice, se non altro perché poi non fa che ripetere "no love no glory no hero" etc. E poi conclude lamentandosi che proprio "I can't take my eyes off of you", e allora tanto valeva che ammettesse di essere psicologicamente a pezzi già da prima.
Leonard Cohen: tutto di lui mi deprime. Non disprezzo la poesia, la delicatezza, le immagini condensate in un oggetto - The famous blue raincoat - . Ma la voce no. No. Non riesco a sostenere il tono in cui agonizza "The rain falls down on last year's men". E la povera Marianne, il cui nome viene invocato con lo sfondo del coretto di voci bianche. Leonard Cohen mi rovescia in testa una secchiata di squallido pessimismo, ora e sempre.
E veniamo al vecchio Brian. Adams, si intende. Belle canzoni, perfette colonne sonore per gente che sta sulle prue dei transatlantici a braccia aperte, incurante del vento a seimila nodi e del pericolo di precipitare in basso, finendo tristemente tranciati dalle potenti eliche di inizio Novecento. Brian ha analizzato tutte le luci e le ombre dell'amore, da quando dice "Can't stop this thing we started" a quando sfocia nell'impeto zerbinistico di "Everything I do, I do it for you" a quando si fa l'esame di coscienza e conclude "All for love". Poi scorri tra i titoli e ti chiedi se "We're gonna win" l'ha scritta una sera che c'era il Superbowl davanti a una pizza col ketchup al posto del pomodoro.
Che poi.
C'è anche il deprimente-costruttivo, che per me significa certo Neil Young (Harvest Moon, Only the Love can break your heart), o Mad World sia nella versione Tears for Fears che nelle varie cover acustiche. Oppure Hope for the Hopeless di Fine Frenzy, che mi fa sempre guardare avanti con un occhio di fiducia nel futuro. O certi Pink Floyd, quando chiamano "Hey you" e invocano quel "Don't help them to bury the light, don't give in without a fight". Il deprimente costruttivo è Io vagabondo, tanto per citare un italiano. E' Alanis Morrissette che ricomincia da capo, "But this time I as I, not as we".
E poi c'è Teenage Wasteland, che se stai per buttarti giù ti strappa via dalla balaustra e con uno schiaffo ti sbatte nella vita, di nuovo al suono di "Out here in the fields/ I fight for my meals/ I get my back into my living" e giustamente ti ricorda che non c'è da combattere per dimostrare che hai ragione. E che non hai bisogno di essere perdonato. Da nessuno.
cilidif | 03:04 | commenti (3)
musica, cogito
giovedì, 06 novembre 2008
Alla musicaOgni volta che sento un pianoforte suonare, ogni volta che un coro mi fa rabbrividire, ogni volta che tocco la mia tastiera e canto a voce bassissima perché sto in un collegio. Ogni volta.
Ogni volta che penso ai lunghi anni di coro, alla sensazione di essere un soprano, agli sguardi che ci scambiavamo, al palco vuoto con me sopra, da sola. Alla mia voce che si spande per un teatro, alle note che cadono, pure, su persone che le luci non mi fanno vedere. Alla vibrazione del legno sotto i nostri piedi, all'acme del pezzo con la voce di ciascuno che vola come un lenzuolo al vento. Ogni volta.
Ogni volta che guardo una partitura, ogni volta che sento in me quel tanto di non perfezionato, quel tocco di infantile imperizia, ogni volta che mi chiedo perché non ho continuato a suonare. Ogni volta che ringrazio il Cielo per essere ancora capace di far cantare le persone, nonostante tutto.
Nella mia vita mi sono appassionata a tante cose. Alcune mi hanno fatto compagnia, altre mi hanno fatto conoscere gli amici di una vita, altre mi hanno fatto imparare a stare al mondo.
Ma nessun'altra mi regala quei i brividi, quelle lacrime e quella sensazione di pura bellezza.
Ogni volta che penso ai lunghi anni di coro, alla sensazione di essere un soprano, agli sguardi che ci scambiavamo, al palco vuoto con me sopra, da sola. Alla mia voce che si spande per un teatro, alle note che cadono, pure, su persone che le luci non mi fanno vedere. Alla vibrazione del legno sotto i nostri piedi, all'acme del pezzo con la voce di ciascuno che vola come un lenzuolo al vento. Ogni volta.
Ogni volta che guardo una partitura, ogni volta che sento in me quel tanto di non perfezionato, quel tocco di infantile imperizia, ogni volta che mi chiedo perché non ho continuato a suonare. Ogni volta che ringrazio il Cielo per essere ancora capace di far cantare le persone, nonostante tutto.
Nella mia vita mi sono appassionata a tante cose. Alcune mi hanno fatto compagnia, altre mi hanno fatto conoscere gli amici di una vita, altre mi hanno fatto imparare a stare al mondo.
Ma nessun'altra mi regala quei i brividi, quelle lacrime e quella sensazione di pura bellezza.
cilidif | 22:21 | commenti (2)
musica
giovedì, 17 aprile 2008
In video veritascilidif | 17:10 | commenti
musica, arte
martedì, 25 marzo 2008
La musica è legge morale...... dà un'anima all'Universo.
No, non è mia. E' di Platone. E dovrebbe essere incisa a laser dietro il mio iPod nuovo fiammante, che dovrebbe arrivare entro la fine della settimana. Non so quanti altri abbiano frasi di Platone incise sull'iPod: se volete potete farvi una risata.
cilidif | 23:48 | commenti (2)
musica, brevia
lunedì, 10 marzo 2008
Ho bevutoUn limoncello - un mezzino, con voce tecnica - pre lezioncina di coralità - col coro, naturalmente - in una scuola elementare di bambini sovreccitati e pieni di domande su tutto, dalle nostre tuniche all'età del Coach.
Un Bailey's dopo il concertino scolastico, seduta in un bar sotto i portici in Borgo, con un po' di coristi e il Coach, a commentare il concerto di ieri sera e i bambini di oggi e altre cose di cui meglio tacere.
Una birra stasera con il Marito della Cugina, passato di qua per lavoro.
Tornata a casa, ho scoperto che domani ho la versione di latino e mercoledì quella di greco.
Per pietà verso me stessa, e come prova da portare ai Professori di Latino e Greco, mi vieterei interazioni umano culturali di qualsivoglia tipo fino a nuovo ordine e mi farei la prova del palloncino da sola.
Un Bailey's dopo il concertino scolastico, seduta in un bar sotto i portici in Borgo, con un po' di coristi e il Coach, a commentare il concerto di ieri sera e i bambini di oggi e altre cose di cui meglio tacere.
Una birra stasera con il Marito della Cugina, passato di qua per lavoro.
Tornata a casa, ho scoperto che domani ho la versione di latino e mercoledì quella di greco.
Per pietà verso me stessa, e come prova da portare ai Professori di Latino e Greco, mi vieterei interazioni umano culturali di qualsivoglia tipo fino a nuovo ordine e mi farei la prova del palloncino da sola.
cilidif | 22:06 | commenti (1)
musica, voicesofheaven, ad ventura, acta scholastica
